In-formazione...contro il bene comune

16 mar 2008

No, non è un gioco di parole. E' la fotografia della realtà.
Se ne aveva già un chiaro sentore nella prassi quotidiana, tanto più che l'evidenza era stata segnalata da diversi organismi internazionali che non avevano certo collocato il Belpaese in una posizione felice nella graduatoria mondiale sulla libertà di informazione. Se non ricordo male, arrivavamo subito dopo il Botswana, ben lungi dalla vetta della classifica che avrebbe dovuto collocare l'Italia sul podio, dal momento che l'informazione, la libertà di opinione, di espressione sono sanciti dalla Costituzione.
Invece qui capita di sentire qualche big dei partiti, magari in occasione di trasmissioni o di interviste televisive (?!), che invoca la normativa sulla par condicio. Poi finisce che te li ritrovi tutti (da Sinistra Critica a Forza Nuova) nel "salotto buono" di Vespa. Tutti. Tranne noi!
Che i media italiani non lavorassero "per il bene comune"... era risaputo, ma che questa divenisse addirittura una pratica di censura contro una lista civa nazionale candidata alle elezioni politiche...è un fatto che dimostra l'insussistenza della più minima garanzia democratica.
Sembra assurdo: una nuova forza politica si presenta alle elezioni per il Parlamento e i media rispondono..."in formazione" contro il bene comune: il nuovo soggetto deve essere tenuto "fuori".

Tuttavia se mi limitassi a queste considerazioni, potrei essere accusata di non dire tutta la verità.
Giusto: qualche rara eccezione in tv e radio locali o regionali... c'è! Ed avere a che fare con loro sembra di essere paracadutati improvvisamente in un'isola felice.
Ma allo stesso tempo c'è chi ti invita in tv e non ti lascia parlare, oppure distorce i tuoi interventi; c'è chi ti dà appuntamento per una ripresa e poi se ne va con la troupe prima di incontrarti... E ancora c'è quel genere di carta stampata che ignora le conferenze stampa o che, asservita al "potere" di turno, non perde occasione per sminuire e denigrare il nuovo progetto politico; addirittura,per evitare che gli Italiani possano anche solo pensare un attimo ad una lista diversa sulla scheda elettorale, ci sono media locali che comunicano che questo soggetto politico "non è stato ammesso" alle elezioni.

Ci sarebbe da ridere se non fosse tutto così drammaticamente preoccupante!

Ed ecco allora la decisione: una denuncia all'OSCE e alla stampa estera, con la speranza che ci sia da qualche parte oltre i confini italiani qualcuno che si preoccupa della mancanza di democrazia all'interno della settima potenza mondiale.

Monia Benini
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A: Ufficio OSCE sulla libertà dei Media
Oggetto: Denuncia relativa ai media italiani Venerdì 14/3/2008
Egregi Signori,
vorremmo informarvi in merito alle gravi violazioni sulla libertà dei media in Italia. Molti cittadini, gruppi, associazioni, insieme a noi, hanno costruito una forza politica completamente nuova per le prossime elezioni del Parlamento italiano (che si terranno il 13 e 14 aprile), ma non ci è possibile godere delle stesse opportunità degli altri partiti. In particolare, la stampa italiana ci ignora, nonostante la legge nazionale sulla “par condicio”. Vorremmo quindi chiedervi di informarvi a proposito di questo problema e, se possibile, apprezzeremmo un vostro intervento per questa situazione.
Per ulteriori informazioni: www.perilbenecomune.net . Si prega di contattare Monia Benini Tel. +39 335 8475749 - perilbenecomune@gmail.com
Grazie per la vostra cortese attenzione.
Cordiali saluti,
Stefano Montanari (Candidato leader), Sen. Fernando Rossi, Monia Benini (Presidente)
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Alla cortese attenzione della stampa estera in Italia

Oggetto:
Presentata denuncia all’OSCE sul comportamento dei media
italiani, in violazione della nostra Costituzione e della legge
sulla parità di condizioni per i partiti che si presentano al voto.

Sono Monia Benini, presidente della lista civica nazionale PER IL BENE COMUNE, che partecipa alle elezioni politiche candidando a Premier il nanopatologo Stefano Montanari.
Siamo costretti a rivolgerci a voi, confidando sulla vostra professionalità, ed augurandoci che dando visibilità alla nostra protesta possiate indurre i partiti, le proprietà dei media, i redattori ed i colleghi giornalisti italiani, a rompere il muro di silenzio che hanno costruito intorno alle nostre proposte per il paese.
Che l’Italia non brilli per la propria collocazione nella graduatoria internazionale che misura l’autonomia tra potere e informazione nei vari paesi, è cosa a voi già nota, ma forse vi è meno noto come potere, informazione e partiti, nel nostro paese siano ormai diventati un blocco unico, all’interno del quale è la grande finanza a dettare le regole e le scelte.
Noi siamo l’unica lista elettorale a denunciarlo e a chiedere agli elettori di non votare per chi ha ridotto il lavoro, la salute, l’università, le imprese familiari e l’insieme della cosa pubblica, nelle attuali condizioni.
La lista civica nazionale PER IL BENE COMUNE si è costituita muovendo da una serrata critica e sfiducia verso le modifiche intervenute nella vita interna e nella natura dei partiti italiani, nonché sui loro rapporti con i grandi gruppi finanziari e speculativi. Tale mutazione li ha portati, tutti, a sostenere o a subire i progetti più incredibili (quali una TAV, che TAV non è ma costa 4 volte di più di quella fatta in Spagna ed in Francia), nonché a dare circa 55 miliardi di € (CIP 6) alle società costruttrici degli inceneritori, dietro e dentro le quali stanno gli affaristi finanziari, che sanno dimostrarsi politicamente ed economicamente generosi con tutti i partiti.
Queste “simpatie” hanno portato a realizzare e ad autorizzare l’esecuzione di più di centinaia di impianti di incenerimento dei rifiuti, di centrali a carbone e di Turbogas, che hanno già aumentato tumori, gravi patologie e malattie invalidanti (ovviamente a carico del nostro sistema sanitario e del nostro sistema assistenziale), tra gli addetti e tra i cittadini che abitano nel cerchio di decine di chilometri; mentre basterebbe produrre il 20% del nostro fabbisogno energetico con l’energia solare, come fanno Svezia e Germania (!!), per avere una maggiore quantità di energia di quella prodotta da tali impianti.

La prima reazione dalla casta politica e delle lobbies finanziarie, che controllano partiti e informazione, è stata quella di cercare di impedirci di presentarci alle elezioni.
La seconda, è stata quella, pur nel grande fiume di ore di interviste, dibattiti e reportage politici, che sono andati in onda dalla crisi di governo ad oggi, dal mattino presto alla sera tardi, di non trovare un (1) minuto per un nostro rappresentante, contravvenendo ad una precisa e, in democrazia, decisiva, funzione di informare i cittadini.
La terza è quella, tuttora in atto, di mantenere l’oscuramento sulla lista civica nazionale, IL BENE COMUNE, violando le leggi che, per l’ultimo mese della campagna elettorale, regolamentano il diritto di ogni lista di avere adeguati spazi per raggiungere gli elettori e metterli in grado di scegliere. Tale legge è bellamente ignorata; gli organismi istituzionali di controllo tacciono e il regime costruito tra grande finanza e partiti si sente inespugnabile, che vinca Berlusconi o che vinca Veltroni.
Aiutateci.

Monia Benini
www.perilbenecomune.net
335 8475749 – 338 2365618
perilbenecomune@gmail.com

Pubblicato da Monia alle 22:20  
1 commenti
nicgarga ha detto...

Che il boicottaggio ci sia non e' un mistero. Pero' penso sia un errore parlarne in questo modo. Piu' utile sarebbe pubblicare alcuni indirizzi mail - telefoni eccetera (cose pubbliche tratte dai siti, nulla di privato) di testate - giornalisti - tv che non vi invitano o che vi fanno scherzi idioti. Penseremo poi noi utenti/elettori a richiedere un poco di dignita'.

Io, per esempio, ho gia iniziato a rompere alla redazione di repubblica per inserirvi nel loro speciale elezioni. Qualche migliaio di mail o lettere di carta potrebbero essere piu' convincenti e far cambiare idea.

18 marzo 2008 16:31  

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