Per il Bene Comune

12 apr 2008


Scrivo mentre viaggio in treno verso casa. Anzi, inizio a scrivere mentre siamo inspiegabilmente ma italianamente fermi quando il treno, un Eurostar, sarebbe dovuto essere partito ormai da un po’. È finita la campagna elettorale: è come l’ultimo giorno di scuola. Quasi un mese di sballottamenti su e giù per lo Stivale nei carri bestiame delle FS, tra incontri con la gente, interviste con i giornali minori e partecipazioni in TV. Queste ultime rarissime: quelle che Veltrusconi, Bertinotti, la Santanché, Casini e tutte le varie sottospecie di questa collezione museale erano costretti a lasciare per mancanza di ubiquità. Briciole. La RAI mi ha detto che le tante ore dedicate a quelli erano “cronaca” e nulla avevano a che vedere con la misteriosa par condicio. Io non faccio cronaca. Mediaset è risultata, tutt’altro che sorprendentemente, non pervenuta e mai si è sognata d’invitarmi nelle sue tre reti.
In realtà, quasi tutto lo ho e lo abbiamo
fatto in una sorta di porta a porta, viaggiando per chissà quanti chilometri per parlare con chi non esiste nemmeno quando la carne da voto diventa d’improvviso pregiata e appetitosa e, dunque, si trasforma in degna di qualche attenzione. Certo che, se quelli sono pochi, il gioco non vale la candela per chi del bene comune si fa un baffo e per antico mestiere vende il solito, vecchio pacco modello Forcelle per perpetuare ancora una volta la sua poltrona.
Li ho visti questi truffatori della compagnia di giro: sono eccezionali. Io non ce la farò mai ad essere un politico come loro, se il termine politico può trovare un’applicazione al di là dell’italica anestesia che ci siamo docilmente lasciati somministrare.
Non hanno alcuna sorta di pudore a gemellarsi con personaggi che si sono beccati condanne pesanti per reati odiosi né a definirsi, strillando, “la novità” quando, magari, sono figli d’arte o, comunque, sono lì da tempo immemorabile a sbrindellare l’Italia. Né si vergognano ad ergersi a difensori d’ideali di cui loro stessi sono i primi a non avere memoria, a strepitare con tribunizia veemenza contro leggi che loro stessi hanno proposto, a fare voltafaccia spericolati suggeriti dall’occasione, a rifiutare i confronti (quello in TV di venerdì sera è stato accuratamente evitato a scanso di guai), a non rispondere alle domande più ovvie, a non sfiorare nemmeno argomenti che potrebbero scottare i loro cosiddetti oppositori con cui, di fatto, sono pappa e ciccia perché mangiano tutti nello stesso, pantagruelico piatto che deve restare sempre traboccante e senza minaccia, a mentire pubblicamente non appena mentire diventa funzionale al loro istinto di conservazione.
Io vengo da fuori, io non c’entro con quei mostriciattoli, io non voglio che qualcuno mi assimili, non importa come, a loro. Io ne provo orrore. Io voglio fare politica nel senso vero del termine: voglio condurre la casa comune perché quei cosi dall’anima minerale ci stanno togliendo la terra di sotto i piedi e ormai di terra non ce n’è più, perché stanno divorando cinicamente il mondo dei nostri figli, perché stanno spogliandoci di tutto, fino alla dignità. Io non voglio: io devo fare politica perché sarebbe troppo vile non farla. Politica: la conduzione della casa comune.
L’altro giorno un vecchio personaggio minore di questo carro di Tespi, uno che ha sempre vissuto nella luce riflessa di chi di luce riflessa a sua volta splendeva, mi ha chiesto, rigorosamente fuori da orecchi indiscreti, dove pretendiamo di arrivare se non compriamo i voti. “A pacchi si comprano!” e rideva come chi l’anima l’ha venduta senza più ricordarsi quando. Sicuro: i voti si comprano perché di chi è disponibile a vendere se stesso, la sua terra, i suoi figli, per due soldi, a volte anche solo per una promessa che nessuno manterrà mai, se ne trova sempre. E tanti se ne trovano. Abbastanza da fare i numeri che servono e mandare chi serve dove serve. Non per il bene comune, naturalmente, ma di questo… Carne da voto che lo stesso compratore disprezza.
Ma non ho incontrato solo roba del genere: ho incontrato i giornalisti che strisciano scodinzolando intorno ai piedi di chi dà loro l’osso da rosicchiare. Chi striscia non inciampa. Giornalisti? Sì: al rovescio. Guai a chi informa! La conoscenza, la consapevolezza sono un seme gravido di democrazia, sono un’arma formidabile di legittima difesa, e, se qualcuno sa, magari non lo si frega più. È così che mi arrivavano, con il sorrisetto condiscendente di chi ha a che fare con un vecchio deficiente che tra un po’ finirà a nanna, le domande tipo “E allora dove se li mette lei i rifiuti?”, ignorando cocciutamente che cosa si fa altrove e mandando un’occhiatina al padrone per mendicare una carezza sulla nuca e, chissà, vedersi gettato un pezzetto di carne di quella buona.
Chiedo scusa se sono crudo e se appaio finanche esagerato, ma un mese così non perdona. E allora, da oggi so, e so per aver toccato con mano, che cambiare è ancora più urgente di quanto non abbia mai creduto. Bisogna cambiare subito, oggi, per non lasciare ai nostri figli una terra morta che non risusciterà. Bisogna dare un colpo di reni, riconquistare la nostra dignità, rinunciare, forse anche con un sacrificio momentaneo, alle squallide elemosine di chi ci promette un miserabile privilegio e vuole in cambio, ricevendolo con tanti ossequi, il nostro presente che ci appartiene e il futuro che non è nostro ma di chi ci seguirà. Non abbiamo altra scelta se non aprire gli occhi.
È tardi. Vorrei scrivere meglio ma sono stanco. Vorrei riuscire a trasmettere la paura che non posso non avere: quella che tutto resti com’è, con la solita cosiddetta alternanza venduta per democrazia che altro non è se non uno scambio apparente di ruoli da cui non scaturirà altro che la solita, vecchia, occhiuta rapina di chi si fregherà le mani per averci gabbato ancora una volta. Vorrei saper trasmettere la speranza, la preghiera, che stavolta si pensi davvero prima la prima volta dopo chissà quanti anni, per il bene comune.


Stefano Montanari

Pubblicato da Faber alle 12:56  
16 commenti
Fabio ha detto...

In bocca al lupo, Stefano... hai tutta la mia stima, per quanto può valere.

E se dovesse andare male questa volta, contiamo tutti i voti che saranno arrivati e raggiungiamo una ad una quelle persone: con esse potremo ricostruire questo paese.

13 aprile 2008 01:45  
Ambra ha detto...

Dott. Montanari, non solo ci ha dato la speranza ... l'ha resa concreta.
Ci ha dato la possibilità di cominciare a cambiare questo Paese, di fare una "piccola" rivoluzione con la punta di una matita. Da domani potremo volare più in alto dei miserabili questuanti, perchè ci siamo e perchè vogliamo il bene più grande, il bene comune.
Grazie, Stefano.
Le stringo la mano, con tutta la mia stima.
Ambra Boscaro

13 aprile 2008 03:58  
Simona ha detto...

E' vero, pochi, troppo pochi sanno che esiste "Per il Bene Comune". E' un progetto bello, spero che abbia un seguito. In bocca al lupo.

13 aprile 2008 11:13  
domenico ha detto...

Sarebbe veramente bello se "Per il Bene Comune" raggiungesse il quorum. Purtroppo,di questi tempi, le cose belle sono destinate a restare nei sogni. Spero comunque che al risveglio resti traccia di questo sogno e che ognuno di noi che lo ha cullato si adoperi per farlo diventare realtà.

13 aprile 2008 13:33  
Marzio ha detto...

Ho ascoltato le tue parole in uno di quei rari spazi televisivi che ti hanno concesso e ho capito che persona sei. Come dice Fabio hai tutta la mia stima, ma forse anche qualcosa di più. Per cambiare bisogna provarci, ma soprattutto crederci senza abbandonarsi all'incoscente qualunquismo, ai luoghi comuni "tanto non cambierà nulla o sono tutti uguali". Sei una speranza...due nostri voti li hai avuti...gocce nell'oceano? Non vogliamo sentirci come quegli infelici e rassegnati cani citati nell'articolo...noi continueremo a schizzare fuori da qella scatola SEMPRE! In bocca al lupo. Marzio

13 aprile 2008 17:29  
Antonio ha detto...

Volevo semplicemente ringraziarla per il tempo e le energie che ha speso.
In casa ogni volta che la ascoltavamo alzavamo il volume della televisione :). Ci ha dato la possibilità di fare un voto secondo coscienza e non un voto per il minor male.
Questa volta non vedevo l'ora di votare e la sensazione che ho è che tutti noi, che abbiamo votato la lista, siamo davvero uniti da un ideale comune e dall'unico interesse che è il nostro futuro.
Spero davvero che comunque vadano le cose lei comunque continui a fare politica, e che tutto quello che è stato costruito a partire dal piccolo miracolo di smuovere le coscienze non vada perduto.
Grazie mille, Antonio

13 aprile 2008 19:14  
Morange ha detto...

Sono contento di aver conosciuto per tempo la Sua lista. Ho espresso stamane il mio voto per lei ed ho incoraggiato a fare altrettanto le pche persone di cui mi fido. Forse è troppo poco, ma l'ho fatto con tutta l'anima. Grazie Dott. Montanari, continui così.
Salvatore

13 aprile 2008 20:06  
Casa delle Arti ha detto...

Stefano siamo con te.
Andiamo avanti anche se il cammino non sarà facile. Ma dobbiamo andare avanti. Con immensa stima.

13 aprile 2008 22:47  
laura ha detto...

grazie a tutti quelli che ci hanno fatto sognare un mondo migliore.. non perdiamo questa opportunità e continuiamo a comunicare a organizzarci per diventare sepre piu forti... anche se sta volta non andrà bene, io ancora ci spero, la prossima se lavoriamo tutti insieme ce la potremmo fare.. un abbraccio virtuale a tutti quelli che come me ci hanno creduto.. e grazie a tutti "per il bene comune"

14 aprile 2008 10:33  
cristina ha detto...

Grazie, vi ho scoperti in tempo per non astenermi e poter mettere una croce su una speranza che non c'era più. Comunque vada sarà dura, sarà una lotta ma non possiamo continuare a fare i cani nelle scatole...per fortuna non riesco più a rassegnarmi al presente e voglio lottare per un futuro diverso, nostro. E so che siamo in tanti.

14 aprile 2008 12:41  
Marzia ha detto...

Grazie Stefano, sei un raggio di speranza in questa oscurità politica... E se non dovessimo vincere comunque la tua voce risuonerà ad eco in tutta l'Italia e servirà per smuovere le menti ormai assopite degli italiani...

14 aprile 2008 18:40  
Gazzella della TOT ha detto...

Buonasera Stefano,
sono Riccardo, compagno delle superiori di Giorgio , non so se ricordi.
Bhe, volevo esprimerti la mia ammirazione per lo sforzo profuso nel tentativo di farti strada in una giungla popolata di sciacalli e di DISPARI opportunità, come la campagna elettorale italiana.
Ho seguito alcuni dibattiti televisivi dei quali sei stato protagonista, indegni del tono della discussione che tu avresti voluto intavolare.
Ho visto la Per il Bene Comune TV e ho letto il vostro programma politico sul sito web.
In merito a cio' volevo esprimere il mio apprezzamento per una gruppo di persone che non ha voluto, come gli squali di questo "mestiere", far leva su inutili e anacronistiche ideologia, ma portare in luce problemi concreti.

Riccardo

14 aprile 2008 19:12  
inconcerto ha detto...

Purtroppo in un paese ghiotto e con dubbia intelligenza, nonostante gli insegnamenti della storia, i pesci abboccano in massa all'amo.
C'e' qualcuno che crede di aver vinto le elezioni, senza sapere di andare incontro alla perdita di un futuro per i propri figli.
Questo e' cio che spaventa.

15 aprile 2008 02:08  
scriba ha detto...

Vorrei chiedere una cosa: che questo luogo (purtroppo solo virtuale) non muoia qui. Ci sono un sacco i cose che vorrei chiedere a chi ha visto i meccanismi del palazzo da vicino. Ci sono un sacco di considerazioni che mi vengono in mente (ma non proprio in punta di dita..). Spero di riuscirci in qualche prossima puntata.

15 aprile 2008 12:54  
Fabio ha detto...

spero che questo sia un punto di partenza e non uno di arrivo......
non fate morire il sito,fra 5 anni potremo essere più forti......

15 aprile 2008 21:09  
Faber ha detto...

Questa esperienza non finisce qui, bisogna continuare nell'opera intrapresa in questi due mesi scarsi arrivando a quanta più gente possibile, ci aspettano anni difficili, in cui Veltrusconi in nome della stabilità muterà le regole di rappresentanza politica in senso più stringente, cercherà di istituzionalizzare la perversione democratica del voto utile e di trasformare la nostra Democrazia rappresentativa in una Democrazia decidente.
Non sarà facile contrapporsi a questa deriva culturale e politica, la Sinistra Arcobaleno non potrà essere una sponda valida, i verdi gia flirtano con il Pd e l'area più radicale già torna a trincerarsi dietro la falce e il martello, staremo a vedere.
Certo è che 120.000 voti sono un patrimonio che non va dissipato, devono rappresentare un punto di partenza per costruire un'alternativa valida al sistema dei partiti, la Democrazia diretta si può fare.

16 aprile 2008 14:40  

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