Da Gaza all'Italia

10 nov 2008

Fernando Rossi è partito la scorsa settimana sull'imbarcazione Destiny alla volta di Gaza. Mentre l'anno scorso per Natale aveva cercato, senza successo, di raggiungere la striscia da terra, via Israele, questa volta è riuscito ad entrare a Gaza.

Ecco le righe che mi ha indirizzato ieri sera:

"Finalmente sono riuscito a recuperare un computer. La situazione di Gaza e` un disastro, Israele ha ucciso 4 palestinesi tre giorni fa, adesso c`e` la luce perche` funziona un generatore, anche domani tutta Gaza sara` senza luce.
L`ospedale pediatrico e` al lumicino, ci sono gastroenteriti per la maggioranza dei bambini, danno l'acqua alcune ore, non tutti i giorni. Ho incontrato un ragazzo di 28 anni, ha il padre in carcere, ..non l`ha mai visto."

In queste poche parole c'è tutta la drammaticità di una situazione che per i più non esiste, per il semplice fatto che non se ne parla. Lo stesso, grave, silenzio che i media "diffondono" quando non è "opportuno" parlare di qualche argomento, quando il modo migliore per far scomparire verità scomode è quello di tacerle.

E da Gaza all'Italia, ogni circostanza è utili per pensare a quanto facilmente le "masse" di persone siano pronte a schierarsi secondo la versione che viene spacciata da tv, radio, giornali...

Non saremo mai liberi finchè non lo sarà anche l'informazione... Non saremo mai cittadini fintanto che non ci saremo appropriati degli strumenti di una civile democrazia.

Credo che oggi lavorare per il bene comune significhi anche questo: informare ed avere il coraggio di raccontare verità che sono scomode. Tutte le persone di questo pianeta dovrebbero avere gli stessi diritti, le stesse opportunità di vita, mentre invece c'è chi decide - forte del proprio potere - sul diritto o meno alla salute, al lavoro, alla cittadinanza, alla vita stessa. E se le violazioni a Gaza apparentemente sembrano non riguardarci (così vogliono farci credere), ricordiamoci che l'Italia ha sottoscritto un accordo militare con Israele (alcuni punti del quale sono segreti anche per il Parlamento italiano), che ci costa (denaro pubblico) in termini di equipaggiamento militare, soldati, armi, ecc... Pensiamo anche che Israele continua a violare 73 risoluzioni ONU, che lo stesso non ha firmato il trattato di non proliferazione nucleare, e che noi abbiamo appunto con Israele un rapporto di cooperazione militare privilegiato... Siamo proprio sicuri che le condizioni di vita delle persone a Gaza non ci debbano toccare da vicino?

Pubblicato da Monia alle 15:52  
2 commenti
Emanuele ha detto...

questo è quello che tutti i politici dovrebbero fare prima di prendere decisioni: andare a vedere DA VICINO di cosa stanno parlando...

10 novembre 2008 17:35  
EMERGENZA DEMOCRATICA ha detto...

Leggete qua:

www.repubblica.it/2008/11/sezioni/economia/conti-marcegaglia/conti-marcegaglia/conti-marcegaglia.html

Capito perché è "INUTILE" parlare di altri "MILLE" problemi?
Quello che fanno questi come tantissimi altri "SIGNORI", in ogni "CASTA", con il beneplacito dei politicanti "PARTITICIZZATI" (che ci guadagnano pure loro, ovviamente), ricade su tutti noi cittadini, e se questi "SISTEMI" non vengono "DEFINITIVAMENTE" spezzati non si riuscirà "MAI" a risolvere nessuno di tutti gli altri problemi.
Non c'è alternativa: o si tolgono i "SOLDI" da dove ne ristagnano "TROPPI" oppure tutto continuerà come sempre, nei secoli dei secoli.
Amen...

11 novembre 2008 08:38  

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