Per cambiare la politica

18 nov 2008


Riportiamo l'intervista rilasciata da Angelo Di Prospero, candidato Governatore Per il Bene Comune, al Centro - La Repubblica.

Il Sindaco-Don Chisciotte per cambiare la politica


SAN GIOVANNI LIPIONI. Al figlio di tre anni ha dato il nome di Tolomeo perché, come l'antico scienziato, «deve sempre guardare avanti». Per Angelo Di Prospero la decisione del Tar dell'Aquila di riammettere la sua lista è un po' anche la conferma di questo credo che è entrato nella sua famiglia. «Non darsi mai per vinti», ripete. Quantaquattro anni, sindaco da nove di S. Giovanni Lipioni.

Il più piccolo Comune del Vastese (271 abitanti). È lui il settimo candidato a presidente della Regione. Non si è arreso, come dice, da quando, era verso la fine del 2005, si staccò dai Verdi con i quali si era candidato alla Regione insieme al gruppo dei "sindaci del Chietino". Passò Walter Caporale. Lui prese circa 500 voti nella circoscrizione di Chieti e decise di divorziare dal partito insieme a Guido Colella di Torrebruna, oggi nella lista di Costantini (Idv-Pd) e Ivo Menna, di Vasto.

«Si parlava molto e si facevano pochi fatti», è la sua critica. Dalla strada della lista civica («né di destra né di sinistra») scelta per tentare di far uscire San Giovanni dall'oblìo dello spopolamento e dei tagli economici, ha poi abbracciato il cammino del movimento "Per il bene comune" con il quale, ieri, ha ottenuto la sua prima personale vittoria. «E' il mio giorno di gloria? Non lo so, di certo è di tutti coloro sono nella lista e del paese che rappresento».

Sposato con una casalinga laureata, Di Prospero è ingegnere minerario ma fa il libero professionista nel campo dell'edilizia. Lavora a Pescara soprattutto con privati e fa la spola con San Giovanni Lipioni dove confida sull'appoggio dei tre assessori, «tre amici» li definisce.

Al Movimento racconta che si è avvicinato tramite Claudio Zimarino, altro ambientalista doc di "Un Voto pulito per Vasto". «Incontrammo la giovane presidente Monia Benini e il senatore Fernando Rossi, sì proprio quello che stava con Diliberto del Pdci», ricorda, «ma il Movimento è assolutamente apartitico e neutrale, è rappresentato dalla società civile anche se a me questa parola non piace tanto. E' composto per la maggior parte da giovani e da persone nuove, come ad esempio il professor Montanari che si occupa di nanopatologie».

A livello nazionale, alle politiche, il movimento "Per il bene comune" ha raccolto 120mila voti. Per l'Abruzzo è la prima volta e la sua lista è altrettanto variegata. Oltre a Di Prospero, è in corsa con Mirco Leandri, metronotte di Chieti che studia Architettura, il già citato Zimarino, analista finanziario, la commercialista Aurora Rossi di Vasto, Enrica Tatonetti casalinga di Pescara, Ivo Menna, Fabrizio Morelli di Torrevecchia Teatina, che gestisce, fra gli altri lavori, un ristorante-sala da ballo ad Atri.

Adesso c'è tutta la campagna elettorale davanti. Di Prospero oggi deposita alla Corte d'appello la richiesta di rinvio delle elezioni per poter avere la possibilità di farsi conoscere come hanno fatto finora tutte le altre liste. «Ma io non mi aspetto di essere eletto», corregge il tiro dando un'idea dei contenuti delle sue prossime iniziative elettorali, «mi accontento di portare nuove idee perché come sindaco di un piccolo Comune in questi anni mi sono reso conto di quanto sia difficile farsi comprendere».

Di Prospero riconosce che la coscienza ambientalista è preminente ma promette battaglia su sprechi, debiti, responsabilità sulla sanità e sui costi della politica: «La differenza sostanziale che c'è tra Movimento e partito è che il primo agisce in totale trasparenza e nel rispetto delle idee comuni. I compromessi della politica? Non li accetto e ho detto al Movimento che questo è un punto fermo della mia campagna elettorale.

Perché se in Abruzzo siamo arrivati ad avere così tanti debiti la colpa è del centrosinistra come del centrodestra e io a compromessi con queste persone non scendo». Ma così non rischia di passare per un Don Chisciotte? «Preferisco passarci, mi interessa cambiare il modello sociale, ognuno deve pensare a quello che può fare». E se la chiamasse Costantini proponendogli di entrare nello schieramento? «Beh, considerata la nostra alternativa, può chiamarmi anche Chiodi. Tanto saluto anche lui e gli dico che ci confronteremo».

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Pubblicato da Faber alle 18:21  
1 commenti
Sergio Mazzanti ha detto...

Davvero una bella intervista!
Bravo Di Prospero!

18 novembre 2008 20:32  

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