Per il Bene Comune

21 feb 2008

Sono tanti, troppi, i partiti fotocopia che da oltre un decennio hanno, alternativamente, mal governato il paese.

L’Italia, settima potenza economica del mondo, non riesce a garantire condizioni di vita dignitose per i suoi cittadini; i ricchi sono diventati più ricchi, mentre un numero sempre maggiore di famiglie ex benestanti, sono entrate nell’altissimo numero delle famiglie povere, nelle quali, stando ai dati ufficiali vivono più di 12 milioni di italiani.

Ciò, a nostro giudizio, è dovuto a due peculiarità nazionali:

-l’enorme sviluppo su tutto il territorio della criminalità organizzata, che oltre al danno morale produce il doppio dell’evasione fiscale europea e mette in ginocchio le attività imprenditoriali “pulite”;

-la trasformazione avvenuta negli attuali partiti, tutti, gestiti come macchine organizzative, in cui difettano democrazia e trasparenza, ed in cui, abbandonati “i fini”, ci si scatena sui “mezzi”, in gran parte costituiti dal denaro pubblico. Questo fiume di denaro pubblico (si, fanno proprio gli arroganti ed i prepotenti con i nostri soldi e, purtroppo, con il nostro voto) garantisce una vita agiata alla “casta” e alimenta le proprie clientele elettorali, imprenditoriali e finanziarie.

Tutti sanno che ciò di cui è stato accusato Clemente Mastella, è pratica quotidiana di tutti gli attuali partiti.

Tali comportamenti, oltre ad essere incostituzionali, impediscono al paese di utilizzare, con criteri meritocratici e non di fedeltà ai capi partito, le sue migliori energie morali ed intellettuali e costringono amministratori e parlamentari a fare scelte a danno dei cittadini, volute da speculatori immobiliari o gruppi finanziari “amici” (CIP 6, Turbogas, Inceneritori, sgravi fiscali a Banche e Assicurazioni…).

A parole, tutti i partiti dicono da anni di voler cambiare (lo diranno anche in questa campagna elettorale, con tutta la potenza che hanno in RAI e che gli amici della grande finanza hanno nelle altre TV, Radio e giornali), ma, come ha rilevato la Corte dei Conti, da “Mani pulite” ad oggi la situazione è addirittura peggiorata.

Noi non cadremo in vecchi o nuovi inganni retorici, dando il nostro voto a chi dice di essere il meno peggio degli altri, e nemmeno abboccheremo alla protesta del “non voto” a cui portare chi ha capito come stanno le cose nella politica italiana, facendo così la gioia dei “Veltrusconi”, che vogliono spartirsi l’Italia.

Abbiamo già dato.

Da oggi le elettrici e gli elettori (non legati al sistema partitocratrico dai fili della clientela, del voto di scambio o della promessa di successive tutele personali), possono ribellarsi davvero e spendere il proprio voto PER IL BENE COMUNE.

Pubblicato da Faber alle 12:38  
1 commenti
dragogio ha detto...

OK, siamo qua.
Disponibili a tutto ciò che è in nostro potere per avere la certezza di onestà intellettuale almeno in uno, due parlamentari.
Ci bastano, ripartiremo da lì con la convinsione di essere nel giusto, di lavorare non per noi ma per i nostri figli.
Ho iniziato a promuovere.
Il lavoro di raccolta sarà massacrante.
Diteci cosa NON c'è bisogno di fare perché è già all'opera qualcuno!
Diteci se ci sono dei coordinatori locali per la raccolta delle firme...
Possibile che in parlamento non ci sia UN SOLO ALTRO PARLAMENTARE da portare dentro al progetto ed evitarsi questa boiata delle firme per le liste?
Tutti da buttare a mare?
mamma mia ....

21 febbraio 2008 17:26  

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