Siamo salvi: il tricolore non si tocca

3 giu 2008



In questi giorni in cui chi è “normale” si è goduto, magari meritatamente, un weekend lungo, io mi sono fatto un po’ di conferenze in giro per l’Italia e, in tutto il tempo che ho passato in viaggio e in qualche incontro istituzionale mi sono sorbito le esternazioni di chi cantava le lodi della nostra Costituzione ormai ultrasessantenne.
Lo devo confessare senza troppi preamboli: ne ho le scatole piene. In tutta questa valanga di retorica dolciastra a nessuno è venuto in mente di far notare come questo testo, di cui io sono un estimatore, diventi in misura inesorabilmente crescente un esercizio tecnico puramente teorico di come dovrebbero essere le cose ma le cose non sono.
A nessuno è venuto in mente di constatare come siamo ormai immersi fino al collo, e per nostro volere, in una dittatura di casta costruita con pazienza da tutti i governi che si sono succeduti dalla cosiddetta Seconda Repubblica in poi con Destra e Sinistra sedute ad ingrassarsi allo stesso tavolo. A nessuno è venuto in mente di dirci che della Costituzione ci si fa beffe.Senza voler entrare troppo nei particolari, se non altro per motivi di spazio e per non roderci troppo il fegato, vorrei far notare come già l’articolo 1 desti qualche perplessità.
“L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità
appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
Lasciando da un canto la storiella della sovranità popolare, mi piacerebbe sapere come, restando nel campo di cui mio malgrado mi occupo, si possa giustificare l’uso di inceneritori che danno lavoro ad una manciata di persone quando, applicando i metodi di trattamento dei rifiuti di San Francisco, oltre a non inquinare e a far soldi (ahimé non per i politicanti) si offrirebbe di che vivere ad almeno 30 o 40 volte più persone. Magari i sindacati piromani, quelli che per ragioni a me ignote mi contrastano, rispondano.
Articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge…” Chi ha sostenuto un concorso universitario vedendosi regolarmente sopravanzato da un consanguineo, compagno di letto o socio d’affari di “qualcuno che conta” provi a chiedersi ragione di questo dettato. Ma, al di là dell’università, che resta una piaga ingravescente della nostra Italia, di esempi di articolo 3 violato se ne potrebbero fare a centinaia.
Andando all’articolo 9, personalmente ci trovo una certa vis comica: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.”. Ma qui entrerei nel personale e lascio perdere. Intanto saluto le migliaia di ragazzi che prestano la loro opera di scienziati all’estero rendendo sempre più competitivi i nostri concorrenti e saluto pure quei nostri accademici che credono di fare ricerca.
Misterioso, poi, mi resta l’articolo 11: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…” Se qualcuno, alla luce di quanto prescritto dalla Costituzione, mi spiegherà che cosa facciamo con i carri armati in giro per il mondo sarò lieto di apprenderlo. Ma forse è come per gl’inceneritori che, ribattezzati “termovalorizzatori”, diventano innocui. Chiamiamo la guerra “missione di pace” e tutto sarà per forza nominalistica risolto.
Articolo 21: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…” A me non consta, ma, forse, la mia esperienza è del tutto personale e costituisce solo un’eccezione indegna di menzione. Censuriamola, dunque. Magari Romano e Silvio ci spiegheranno con parole loro e, va da sé, restando nei ferrei binari della Costituzione, come mai, se ficco il naso negl’inceneritori e ne faccio notare l’insensatezza scientifica ed economica, da qualche settimana rischio la galera.
Saltando al 32, questo ci assicura che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività...” Vogliamo ridere o piangere?
E i gemelli 56 e 58? “La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto,” dice il primo e “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto…” il secondo. Qualcuno ha scritto il nome di un deputato o di un senatore sulla scheda elettorale?
Ma non voglio annoiare oltre i miei lettori.Insomma, spulciando i 139 articoli ci sarebbe davvero di che disperare.
Questo se non per l’articolo 12 che ci rassicura: i nostri diritti restano comunque fondati saldamente sulla roccia e “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.”

Scritto da Stefano Montanari(www.stefanomontanari.net)

Pubblicato da Faber alle 11:25  
2 commenti
Anonimo ha detto...

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3 giugno 2008 alle ore 12:50  
Anonimo ha detto...

l'impressione e' che ci facciamo un dialogo ristretto fra pochi, se non c'e' verifica di scambio ed apertura, tanta fatica e' nulla
molti preferiscono altri luoghi di discussione, e' del tutto evidente, altrimenti i decerebrati sarebbero troppi. Ma perche'i gruppi chiusi, autoreferenti, funzionano di piu'?

5 giugno 2008 alle ore 14:15  

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