Del Voto e della Costituzione: lettera aperta a Napolitano

25 lug 2008



Lettera aperta al Presidente della Repubblica.

Egregio signor Presidente,

ci permettiamo di richiamare l'attenzione Sua e dei Suoi collaboratori su due articoli della Costituzione, che è anche nostra, nonostante noi si faccia parte dei 3.700.000 elettori a cui è stata espropriata una rappresentanza parlamentare che la Costituzione avrebbe dovuto garantire.

Gli articoli sono:
- il 48, che recita "Il voto è personale ed eguale, libero e segreto";
- il 56 che, al fine di garantire una loro rappresentanza in parlamento, ribadisce il principio del rapporto tra il numero degli abitanti e quello dei seggi.

La responsabilità di non aver rilevato l'incostituzionalità della vigente legge elettorale non ricade solo su di Lei, anzi, in gran parte, essa è correttamente attribuibile a chi l'ha preceduta nel ruolo di massimo garante dell'attuazione e rispetto della Costituzione Repubblicana, ai membri della Corte Costituzionale, alla massoneria deviata italiana, ed ai partiti che hanno venduto l'anima al sistema affaristico-finanziario che vuole completare la conquista dei beni pubblici, mobili ed immobili.

Resistendo agli interessati appelli al non voto, noi ed oltre tremilioni e settecentomila elettori italiani siamo andati a votare esprimendo voti validi, ma ora non siamo rappresentati nel parlamento della nostra Repubblica (Art. 1: la sovranità appartiene al popolo..); prendiamo atto che oggi, in Italia, la Costituzione viene ufficialmente disconosciuta e che, nonostante l'Art. 48, il voto:

- non è più personale ("una testa un voto"), ma ora bisogna ritrovarsi in almeno 1,5 milioni per poter esercitare il diritto di "concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale" (Art. 49 della Costituzione);

- non è più eguale perché, come a rubamazzetto, chi vota un "grosso partito", si prende i deputati tolti a chi non raggiunge il 4% (Art. 56: La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto);

- non è più libero, non solo perché coartato dalla truffa mediatica sul voto "UTILE", gestita insieme da PDL, PDL-L e loro Associati, (di varia natura), ma perché la libera scelta è figlia della conoscenza (ma oggi potremmo aggiungere, libera conoscenza) e nessuno ha fatto nulla per garantire che gli elettori, prima di scegliere conoscessero i programmi e le proposte dei candidati e dei partiti. La legge denominata "Par condicio" è stata sbeffeggiata, mentre televisioni e radio, operando su pubblica autorizzazione (concessione) finalizzata all'informazione, sono per tale via facilmente riconducibili alla loro tradita mission; va altresì ricordato che in base a tale presunta funzione di libera informazione, quotidiani e settimanali su carta stampata (che ci hanno totalmente ignorato e che sono di proprietà dei grossi gruppi finanziari ed immobiliari del paese) ricevono sostanziose sovvenzioni di pubblico denaro;

- non è più segreto, perché il Parlamento (avendo tolto il voto con cui un elettore poteva opporsi ai locali capibastone dando segretamente la propria preferenza a candidati più stimati o fuori dal locale sistema di potere finanziario), lo hanno "eletto" 6 persone : Veltroni, Berlusconi, Fini, Bossi, Casini e Di Pietro e lo hanno fatto mettendo ai primi posti delle loro liste elettorali persone "di assoluta fiducia".

La nostra associazione ha abbracciato la scelta della non violenza e quindi, pur privati del diritto costituzionale (Art. 49: Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.), non faremo alcuna azione di eguale violenza, ma ci riserveremo di praticare forme di protesta civile.

Spiacenti di dover attrarre la Sua attenzione su questioni che danno tanta amarezza a quanti credono all'utilità, non solo morale ed etica, della democrazia, con immutata stima le inviamo i nostri cordiali saluti.

Per il coordinamento nazionale di
PER IL BENE COMUNE
Monia Benini

P.S.
Qualora lei dovesse essere sfiorato da dubbi sulla veridicità di quanto espostole, sarà sufficiente che un suo collaboratore verifichi il numero delle testate giornalistiche che avranno riportato notizia della presente Lettera Aperta, che viene inviata anche a loro, con preghiera di pubblicazione.

4 commenti
Anonimo ha detto...

gentile Dott.ssa Monini non posso che condividere quanto da lei scritto, ed è il motivo per il quale alle ultime elezioni non ho votato, ovvero perchè non potevo scegliere, avevano già scelto "loro"!!!

e adesso si parla di "blindare" alla stessa maniera la legge elettorale per le europee, è una vergogna!!!

saluti.

25 luglio 2008 alle ore 16:47  
Unknown ha detto...

Le parole scritte hanno il senso della correttezza, onestà e lealtà che cozzano, ahimè, contro il muro della vergogna dietro il quale si sono barricati i peggiori soggetti che questa fase storica italiana ricorderà. Auguriamoci che la parabola riprenda la fase ascendente come la legge naturale detta altrimenti non ci resta che emigrare !!!

26 luglio 2008 alle ore 06:40  
Alberto ha detto...

La costituzione è una cosa seria, rappresenta il fondamento del contratto sociale, ne contiene le regole di base a garanzia della correttezza del confronto politico e a tutela dei rischi di deriva, sempre possibili.
Il capo dello Stato in questo nostro ordinamento ha la funzione primaria di custode e garante della costituzione, per la stabilità dell'assetto istituzionale. C'è poi la Corte Costituzionale che delibera nel merito della compatibilità di leggi e riforme con la Costituzione stessa, ritenuta dai veri esperti un capolavoro, altro che un ferrovecchio come di tanto in tanto insinua la partitocrazia attuale.
Dico questo, e dovrei dire molto altro, da profano, da semplice cittadino, sapendo benissimo di esprimere ovvietà, ma mai così necessarie da ricordare come in questo momento.
La nostra Presidenza della Repubblica ci costa come nessun'altra istituzione equivalente nel resto d'Europa, pur avendo una minor estensione di poteri d'altra natura oltre quello citato. Si presume quindi che il massimo esponente delle Istituzioni svolga egregiamente il proprio compito di garante, facendoci dormire sonni tranquilli.
Ho invece notato che all'indomani del no irlandese al trattato di Lisbona, il nostro Capo di Stato ha ripetutamente esternato il proprio pensiero favorevole ad un'accelerazione del processo di unificazione politica dell'Europa, tramite la pronta e definitiva ratifica proprio di quel trattato, che funge da Costituzione Europea che assorbe e supera in larga parte le singole Costituzioni Nazionali.
La cosa gravissima è che questo passo cruciale per il futuro della convivenza civile è previsto senza la consultazione popolare, in totale spregio della sovranità del popolo sulla quale si fonda la nostra Repubblica da quando è stata scelta come forma di governo, dal popolo stesso che l'ha preferita alla precedente monarchia.
Se il trattato di Lisbona fosse il risultato di un percorso veramente democratico, che assorbe e sintetizza il meglio delle culture europee, la gravità di questa mancata consultazione sarebbe limitata alla forma, uno sgarbo fuori luogo, pur sempre inammissibile.
Purtroppo però questo processo è fortemente viziato nella sostanza, come tutti sanno e sarebbe troppo lungo riprendere qui.
Si parla di Europa delle banche contrapposta all'Europa dei popoli, ed a ragion veduta. La verifica poi dei contenuti espressi dal testo del trattato non fa che confermare le peggiori previsioni a danno della qualità democratica della nascente istituzione europea.
Per queste pesantissime ragioni non si può condividere ne perdonare la scelta italiana, che purtroppo è la stessa degli altri principali paesi.
Che la partitocrazia delle lobby abbia preso il sopravvento ovunque? Una ragione in più per fondare l'Europa del futuro nell'unico modo corretto, l'Europa dei popoli liberi.
E' un diritto inalienabile, conquistato col sangue dai nostri predecessori, che non può essere scavalcato in questo modo ignobile.
Alberto Conti

26 luglio 2008 alle ore 15:40  
Anonimo ha detto...

Cari ragazzi, sono in toto d'accordo con la lettera di Monia ed i commenti successivi, purtroppo però non riesco più a sperare che questo "sistema" possa essere più riformabile con le lettere e nemmeno con le elezioni (più o meno fasulle). Il marcio si è addentrato troppo nella società, in tutta la società, ha offuscato le menti (quelle poche che ancora ragionano) ed ha corrotto tutto.
Non ho più speranze e lo dico con molta molta amarezza, ma con questa gente, tutti dal Presidente della Repubblica all'ultimo aassessore dell'ultimo comune d'Italia, è inutile parlare e scrivere lettere.

Se decidete comunque di andare avanti, il mio appoggio morale lo avrete senz'altro.

Ciao a tutti
Giancarlo

28 luglio 2008 alle ore 12:58  

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