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Il Ritorno del Principe
18 dic 2008
Giovedì 18 ore 21,15 presso la sede di Per il bene comune in Piazzale Stazione 15 a Ferrara sarà presentato il libro “Il ritorno del principe” di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato.
Per l'occasione giungerà a Ferrara Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo, città nella quale dirige il Dipartimento Mafia-economia. Il magistrato ha lavorato con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e si è occupato di alcuni dei più importanti processi di mafia degli ultimi anni. E' stato inoltre uno dei pm nel processo Andreotti.
Nel libro, Scarpinato ammette di vivere “in un luogo che non ammette illusioni” e di non essere “più bravo a raccontare favole”: proprio per questo l'illustrazione del declino italiano, della corruzione e della mafia che vi si ritrovano appartengono drammaticamente alla realtà di questo paese. Nella presentazione del libro, il messaggio è chiarissimo: “Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società. Qui in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutive del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra). Ricordate il Principe di Machiavelli? In politica qualsiasi mezzo è lecito. C'è un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe), ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo, e poi c'è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa.” Il libro è questo: racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Ma un filo di speranza rimane e all'interrogativo di un contesto democratico mafioso, la risposta è fondamentale: “gli Italiani possono reagire, è già successo.”
Come ormai consuetudine, l'iniziativa di Per il bene comune potrà essere seguita in modo interattivo (in diretta) anche su Per il Bene Comune TV
Per l'occasione giungerà a Ferrara Roberto Scarpinato, procuratore aggiunto presso la Procura antimafia di Palermo, città nella quale dirige il Dipartimento Mafia-economia. Il magistrato ha lavorato con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e si è occupato di alcuni dei più importanti processi di mafia degli ultimi anni. E' stato inoltre uno dei pm nel processo Andreotti.
Nel libro, Scarpinato ammette di vivere “in un luogo che non ammette illusioni” e di non essere “più bravo a raccontare favole”: proprio per questo l'illustrazione del declino italiano, della corruzione e della mafia che vi si ritrovano appartengono drammaticamente alla realtà di questo paese. Nella presentazione del libro, il messaggio è chiarissimo: “Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società. Qui in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutive del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra). Ricordate il Principe di Machiavelli? In politica qualsiasi mezzo è lecito. C'è un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe), ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo, e poi c'è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa.” Il libro è questo: racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Ma un filo di speranza rimane e all'interrogativo di un contesto democratico mafioso, la risposta è fondamentale: “gli Italiani possono reagire, è già successo.”
Come ormai consuetudine, l'iniziativa di Per il bene comune potrà essere seguita in modo interattivo (in diretta) anche su Per il Bene Comune TV
Lavorare uccide
13 nov 2008
Giovedì 13 novembre, alle ore 21 nella sala riunioni di Per il Bene Comune, in Piazzale stazione 15, verrà presentato il libro: LAVORARE UCCIDE, di Marco Rovelli. Con l'autore parteciperanno: Emidia Papi, RDB nazionale; Stefano Cecchi, responsabile area lavoro di Per il bene comune; Gianni Barotti, Comitato Amcici di Marco Galan; un rappresentante RDB dei Vigili del Fuoco di Ferrara.
Negli ultimi anni le vittime per incidenti sul lavoro sono state più di quelle occidentali in Iraq. Peggio di una guerra. “Morti bianche”, senza voce, relegate a poche righe sui giornali, miseri loculi anagrafici. Per queste vittime del silenzio, della negligenza e della distrazione, Marco Rovelli intraprende un viaggio che tocca ogni angolo del Paese, in cui restituisce un volto e una dignità a chi è morto e una voce al dolore, alla rabbia, all’impotenza di chi è rimasto.
Lavorare uccide si addentra nelle logiche più feroci della produzione e del profitto: dal just in time al perverso labirinto di appalti e subappalti, dalla crisi dei sindacati all’omertà dei colleghi, dalle norme di sicurezza ignorate a una giustizia che troppo spesso non viene fatta.
Attraverso storie, testimonianze e dati, un’inchiesta appassionata e atipica che ci aiuta a capire per quali barbari meccanismi la vita di un uomo vale solo pochi euro, e quanta strada resta ancora da fare per mettere fine a questa vergogna.
E per non dimenticare, ma soprattutto per evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi, sarà dato ampio spazio al comitato amici di Marco Galan. Il comitato nasce per volontà di parenti, amici, colleghi e simpatizzanti di Marco, un giovane Vigile del Fuoco del Comando di Ferrara, con notevole esperienza e in possesso di numerose specializzazioni (tre anni fa, ha anche partecipato alla spedizione italiana in Antartide). Il 26 luglio 2006, Marco stava effettuando, regolarmente comandato, il controllo dei cavi di trazione di una campagnola VF all’interno del cortile della caserma quando all’improvviso un furgone di un corriere è entrato a velocità sostenuta e, non accorgendosi del cavo in trazione, ha provocato l’investimento del vigile da parte del mezzo a cui era collegato il cavo. I danni riportato da Marco sono stati gravissimi: rianimato due volte nelle 24 ore successive all’incidente, ricoverato per oltre due mesi presso il reparto di rianimazione, è tuttora in stato vegetativo, senza che al momento vi siano ragionevoli possibilità di ripresa.
“Durante la serata – spiega Monia Benini, presidente di Per il Bene Comune - tutti gli interventi saranno trasmessi in diretta via internet sul canale www.mogulus.com/perilbenecomune , e i cittadini presenti in sala o collegati avranno la possibilità di intervenire o porre domande su un argomento che “Per il bene comune” ritiene di assoluta priorità: le “morti bianche”, rispetto alle quali si sprecano fiumi di parole di solidarietà, senza tuttavia intervenire alla radice del problema, ossia senza realmente prendere provvedimenti in materia di controlli sul posto di lavoro.”
Negli ultimi anni le vittime per incidenti sul lavoro sono state più di quelle occidentali in Iraq. Peggio di una guerra. “Morti bianche”, senza voce, relegate a poche righe sui giornali, miseri loculi anagrafici. Per queste vittime del silenzio, della negligenza e della distrazione, Marco Rovelli intraprende un viaggio che tocca ogni angolo del Paese, in cui restituisce un volto e una dignità a chi è morto e una voce al dolore, alla rabbia, all’impotenza di chi è rimasto.
Lavorare uccide si addentra nelle logiche più feroci della produzione e del profitto: dal just in time al perverso labirinto di appalti e subappalti, dalla crisi dei sindacati all’omertà dei colleghi, dalle norme di sicurezza ignorate a una giustizia che troppo spesso non viene fatta.
Attraverso storie, testimonianze e dati, un’inchiesta appassionata e atipica che ci aiuta a capire per quali barbari meccanismi la vita di un uomo vale solo pochi euro, e quanta strada resta ancora da fare per mettere fine a questa vergogna.
E per non dimenticare, ma soprattutto per evitare che simili tragedie abbiano a ripetersi, sarà dato ampio spazio al comitato amici di Marco Galan. Il comitato nasce per volontà di parenti, amici, colleghi e simpatizzanti di Marco, un giovane Vigile del Fuoco del Comando di Ferrara, con notevole esperienza e in possesso di numerose specializzazioni (tre anni fa, ha anche partecipato alla spedizione italiana in Antartide). Il 26 luglio 2006, Marco stava effettuando, regolarmente comandato, il controllo dei cavi di trazione di una campagnola VF all’interno del cortile della caserma quando all’improvviso un furgone di un corriere è entrato a velocità sostenuta e, non accorgendosi del cavo in trazione, ha provocato l’investimento del vigile da parte del mezzo a cui era collegato il cavo. I danni riportato da Marco sono stati gravissimi: rianimato due volte nelle 24 ore successive all’incidente, ricoverato per oltre due mesi presso il reparto di rianimazione, è tuttora in stato vegetativo, senza che al momento vi siano ragionevoli possibilità di ripresa.
“Durante la serata – spiega Monia Benini, presidente di Per il Bene Comune - tutti gli interventi saranno trasmessi in diretta via internet sul canale www.mogulus.com/perilbenecomune , e i cittadini presenti in sala o collegati avranno la possibilità di intervenire o porre domande su un argomento che “Per il bene comune” ritiene di assoluta priorità: le “morti bianche”, rispetto alle quali si sprecano fiumi di parole di solidarietà, senza tuttavia intervenire alla radice del problema, ossia senza realmente prendere provvedimenti in materia di controlli sul posto di lavoro.”
Roba Nostra
26 set 2008
Mercoledì 15 Ottobre alle ore 19:00 presso l'Aula Consiliare del Comune di Bari(corso Vittorio Emanuele n.84), il movimento Politico Per il Bene Comune presenta il Libro Roba Nostra edito da "Il Saggiatore".
Il convegno sarà anticipato da una conferenza stampa(ore 17:30) in cui verrà presentato il Movimento e le linee programmatiche del Pbc barese in vista dell'imminente tornata elettorale.
Carlo Vulpio - Roba Nostra
Infomail: pbc@perilbenecomunepuglia.com
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Firma la Petizione Pbc contro il Nucleare
Pubblicato da
Faber
alle
17:26
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Labels: Antonio Ingroia, Carlo Vulpio, Fernando Rossi, Giustizia, Libri, Roba Nostra, Salvatore Borsellino
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