Sgomberato presidio contro la centrale Turbogas di Aprilia
21 nov 2008

E' scientificamente provato che la centrale ad Aprilia è inutile e nociva. Non fa parte del piano energetico regionale, mentre un piano energetico nazionale manca da 22 anni.
Se Comune, Provincia e Regione non sono in grado di proteggere la salute della comunità di Aprilia negli interessi collettivi, farebbero meglio a dimettersi, perché nascondersi dietro al decreto “sblocca centrali” significherebbe che i diritti collettivi sono meno importanti di quelli di una SpA.
Non risulta che nella notte il diritto costituzionale alla salute sia stato abolito per decreto.
Sempre al fianco della sacrosanta lotta dei cittadini di Aprilia
PER IL BENE COMUNE LAZIO
Nucleare? Un Costosissimo vicolo cieco
24 lug 2008
Chiunque lo proponga, da destra o da sinistra, finge di ignorare che:
1. Il nucleare non è sicuro, è a rischio di incidenti catastrofici
Nel 1979 ad Harrisburg (Usa) si è sfiorata la "fusione del nocciolo", che c’è stata a Cernobyl (Ucraina) il 26aprile 1986, con decine di migliaia di tumori e leucemie nei 20 anni successivi e più di 1000 morti per tumore tra i soldati intervenuti; ha contaminato l'acqua di 30 milioni di ucraini; irradiato 9 milioni di persone.
Oggi, nelle regioni confinanti, 2/3 degli adulti e metà dei bambini sono ammalati alla tiroide, c’è il raddoppio delle malformazioni.
Nel 2002 nell’Ohio (Usa) si è sfiorato lo stesso disastro; nel 2004 a Sellafield (GB) c’è stata una fuga 160 kg di velenosissimo plutonio rivelata solo dopo 8 mesi.
Dal 1995 al 2005 c’è stata una serie di incidenti gravi (con 7 morti e centinaia di contaminati gravi) nelle centrali del Giappone: tra cui uno gravissimo a TokaiMura nel 1999 (2 lavoratori morti, 3 gravemente contaminati e 119 esposti a forti dosi di radiazioni) e il più grande impianto nucleare al mondo chiuso il 16.7.2007 per i danni da terremoto. Avere il nucleare vicino casa non è assolutamente la stesso che a centinaia di km.
2. dopo 50 anni, non si sa ancora dove mettere le scorie radioattive
Ci sono milioni di tonn di scorie (di cui ben 250.000 altamente radioattive) senza smaltimento definitivo. Gli Usa hanno speso 8 miliardi di dollari in 20 anni senza trovare una soluzione
In Italia, nel 2005, il governo ha dato 674 milioni di euro alla Sogin che, dopo il ridicolo tentativo di Scanzano J. (sismico, come gran parte d’Italia), non sa dove mettere le "ecoballe" radioattive:
il plutonio resta altamente radioattivo per 200mila anni! L'uranio238 per milioni di anni.
3. Non esiste il nucleare "sicuro e pulito" di Quarta generazione
Le centrali di "terza generazione", che Berlusconi vuole costruire, dovrebbero durare più di quelle in funzione(II generazione), senza aver risolto il problema delle scorie né della "sicurezza intrinseca" (spegnimento automatico se c'è un incidente grave).
Le chiama "ponte" verso una "quarta generazione" che promette sarà "assolutamente sicura, non proliferante, con poche scorie e meno pericolose", ecc. Ma i reattori di IV generazione NON esistono! Sono previsti "dopo il 2030", come se fosse domani; e quanto "dopo"?.
Intanto il governo propone un colossale rilancio del nucleare, con reattori che, almeno fino al 2040, aggraverebbero tutti i problemi creati dal nucleare!
Infatti l’Enel ha investito quasi 2 miliardi di euro per completare, in Slovacchia, due reattori di vecchia tecnologia sovietica, addirittura privi di involucro esterno, giustificandosi: "la probabilità di un impatto aereo è trascurabile". In che mani siamo!…
4. E’ favola "solo col nucleare si può fermare il riscaldamento globale"
Per avere una riduzione di gas serra bisognerebbe costruire una centrale nucleare ogni 10 giorni (35 all'anno) per i prossimi 60 anni. Così, con 2.000 nuove centrali nucleari, si fornirebbe il 20% dell'energia totale.
C'è qualcuno, sano di mente, che pensa si potrebbe procedere a questo ritmo?
Nessuno dei top manager dell'energia crede che le centrali esaurite nei prossimi anni saranno rimpiazzate per più della metà: il trend mondiale del nucleare è verso il basso: solo per mantenere il numero e la potenza delle 435 centrali attuali (ne sono già state chiuse 117) ce ne vorrebbero 70 di nuove entro il 2015 (una ogni mese e mezzo!) e altre 192 entro il 2025: una ogni 18 giorni! Tutto per continuare a produrre non il 20%, ma solo il 6,5% dell'energia totale...
2.000 scienziati dell'IPCC(ONU) lo ha certificato nel 2007:"Il nucleare non potrà fermare la febbre del pianeta".
Inoltre il ciclo completo (estrazione ed "arricchimento" dell’uranio, smaltimento scorie, costruzione e smantellamento centrale) emette gas serra quanto il ciclo a combustibile fossile.
5. L’uranio, come il petrolio, scarseggia e dobbiamo importarlo
L'Italia non ha uranio, dovrebbe importarlo da Russia, Niger, Namibia, Kazakistan, Australia, Canada. Secondo l’Agenzia per l'energia Atomica, l'uranio dovrebbe scarseggiare dal 2030, invece già dal 1991 ha raggiunto il "picco"(se ne consuma più di quanto si estrae): sono le scorte militari che forniscono metà del combustibile. Senza nuovi reattori, la produzione di uranio è già insufficiente, perciò il suo prezzo si è moltiplicato per 10 (da 7 a 75 dollari la libbra) dal 2001 al 2007.
Di Michele Boato
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La “polpa” dei rifiuti
8 lug 2008
Di cosa siano gli inceneritori, delle loro dimensioni anche in rapporto alle necessità reali rispetto alla loro certa capacità di inquinare ed emettere sostanze nocive nell’aria di una città come Napoli, che già detiene il poco invidiabile record nazionale di città con la maggiore incidenza annua di tumori al Polmone (+ 25-30% rispetto a tutta Italia) , con 9 nuovi casi al giorno rispetto ai 15 di Milano (che però conta una popolazione oltre tre volte maggiore), nessuno più parla, nessuno più discute.
Non era, purtroppo, un refuso di stampa: unica preoccupazione (anche legittima) dei gestori della ASIA è quella di non fare perdere al Comune di Napoli “la polpa dei rifiuti” garantita dalla truffa degli incentivi CIP6 indirizzati non a energie rinnovabili vere, ma agli inceneritori .
La curiosità allora di fare un piccolo conticino, da massaia berlusconiana, sulla quantità di questa “polpa” dei rifiuti da incenerire, diventa d’obbligo.
Utilizziamo come riferimento i dati certi forniti dal Presidente del Consiglio su Acerra: gara da fare da 4.5 miliardi di euro per venti anni per un inceneritore di portata decretata di 600.000 tonnellate/anno (tra i più grandi di Europa), circa 2000 tonnellate al giorno.
Come confronto il dato di guadagno lordo del più grande centro commerciale campano : Il Vulcano Buono, che rende circa 1 milione di euro lordi al giorno.
Note quindi le “portate” proposte anche per gli altri inceneritori, ne consegue che , al giorno, gli inceneritori (di portata almeno doppia rispetto al necessario, rendono quanto segue:
1)Acerra: oltre 650.000 euro al giorno per venti anni
2)Salerno : oltre 650.000 euro al giorno per venti anni
3)S. Maria La Fossa : oltre 450.000 euro al giorno per venti anni
4)Napoli: da 100.000 a 400.000 euro al giorno per venti anni , a seconda delle dimensioni che si deciderà di fare.
5)Almeno una ulteriore decina di “inceneritori a biomasse” sovradimensionati sparsi per la Campania coi Piani Paser : circa 1.5 Milioni di euro al giorno
Siamo ad un totale di oltre 3.5 MILIONI di euro al giorno, pressocchè netti, per impianti che produrranno anche circa 1 Milione di tonnellate/anno di ceneri tossiche per circa venti anni da stoccare in Campania.
Siamo al guadagno netto di circa dieci “Vulcano Buono” al giorno!
Un ottimo affare, è certamente abbondante la “polpa” dei rifiuti inceneriti!
A queste condizioni mi sembra proprio il minimo, e molto ovvio, che i sette ottimi impianti tedeschi di cosiddetti CDR ma in realtà di TMB (trattamento meccanico biologico a freddo) già presenti ma non funzionanti in Campania devono continuare a non funzionare, come ha scoperto l’assessore Ganapini, e che gli impianti di compostaggio , a basso costo, necessari per trattare l’umido, non si faranno mai in numero congruo rispetto al bisogno reale.
Ma, con tali portate previste per tali impianti (oltre 2 milioni di tonnellate/anno), una volta bruciate le ecoballe in tre anni, gli altri diciassette anni, per oltre la metà della loro inquinante portata , questi inceneritori cosa bruceranno? Certamente materiale che non proviene dalla regione Campania.
Ne consegue quindi che circa il 50% per cento delle ceneri tossiche di tali impianti sovradimensionati, cioè circa 500.000 tonnellate/anno per venti anni di ceneri tossiche di materiale non campano, dovrà essere seppellito in Campania in tutte le discariche disponibili, da Chiaiano a Serre, come già indicato nei codici CER previsti nel decreto legge del maggio scorso, e resterà per sempre nelle nostre terre, dopo averci per venti anni inquinato la nostra aria già abbondantemente inquinata .Diventa altrettanto ovvio quindi che abbiamo necessità di discariche ancora più numerose ed ampie delle già previste, e per ospitare al 50% ceneri tossiche non campane.
Ho formulato una precisa proposta di moratoria sulle portate degli impianti : tutti a non oltre le 200.000 tonnellate/anno, in media europea perfetta!
Quattro inceneritori da non oltre le 200.000 tonnellate/anno è di fatto la riproposizione del cosiddetto “Piano Rastrelli” (= 5 da 150.000) .
Perche’ oggi sembra invece che, chi, come me, lo fa presente, viene considerato quasi un pericoloso sovversivo?
Perchè si devono bruciare tutte le ecoballe in soli tre anni, dopo che esse hanno già percolato i loro veleni da oltre venti anni? E dopo tre anni, cosa si brucerà?
Sia chiaro a tutti che costruire impianti di incenerimento superiori alla media europea di 200.000 tonnellate/anno significherà solo:
a)l’ennesimo gravissimo danno alla salute dei cittadini campani tutti;
b)la legalizzazione all’ingresso in regione Campania di almeno un milione di tonnellate anno di materiale da incenerire proveniente da altre regioni;
c)la necessità di disporre di discariche per non meno di venti milioni di tonnellate di pericolosissime ceneri tossiche che saranno interrate nelle nostre terre. Almeno la metà di tali ceneri tossiche non sarà neanche di provenienza campana. Il tutto per garantire a pochi, (e neanche campani?) , una “polpa” dall’incenerimento dei rifiuti pari ad oltre 3.5 milioni di euro al giorno netti per venti anni .
Come cittadino campano, come medico, come cattolico, come difensore civico, io ho il dovere di formulare e diffondere queste considerazioni, affinché non si possa mai affermare che responsabilità storiche di evidenti decisioni scellerate, a danno della Campania, siano state assunte senza adeguata conoscenza dei fatti.
Napoli li 4 luglio 2008
Antonio Marfella
Tossicologo oncologo
Difensore Civico
Assise di Palazzo Marigliano
Labels: Ambiente, Antonio Marfella, Emergenza, Napoli, Rifiuti, Salute
Le insidie delle Nanolpolveri
30 giu 2008

LE INSIDIE DELLE NANOPOLVERI
Incontro con il Dr. Stefano Montanari
Giovedì 3 Luglio ore 17:30 - Auditorium ControRadio - Via Latilla 13 - BARI
BARI 30.06.08 In Puglia come in altre parti d'Italia la "vulgata inceneritorista" ha preso il sopravvento, i promotori e i fautori di questi impianti, prospettando numerose falsità circa l'aumento del livello occupazionale, il contenimento dei rischi per l'ambiente e la salute e la riduzione dei costi delle bollette energetiche, hanno spinto gran parte dell'opinione pubblica a credere alla magia degli inceneritori, furbescamente definiti "termovalorizzatori", nonostante la presa di posizione della Commissione Europea che ha diffidato l'Italia dal perseverare nell'utilizzo di questo neologismo truffaldino volto a condizionare l'impatto emotivo dei cittadini verso questi impianti .
In realtà non esistono inceneritori sicuri: anche quelli dotati dei più moderni e sofisticati sistemi di filtraggio e di abbattimento delle emissioni trattengono soltanto parte del particolato prodotto dalla combustione, ovvero il PM10 e PM5, in quanto non esistono filtri o sistemi in grado di captare le particelle più insidiose per la salute, che vanno dal PM 2,5 fino al PM 0,01. Queste micro e nanoparticelle inorganiche composte da metalli pesanti eventualmente combinati con altri elementi (ossigeno etc.) riescono, attraverso gli alveoli polmonari, a passare direttamente nel sangue diffondendosi per tutto il corpo, provocando nei casi più gravi, SARCOMI, LINFOMI, LEUCEMIE, MIELOMI ed altri tipi di cancro.Responsabili dell'emissione di queste nanopolveri oltre agli inceneritori sono anche le CENTRALI TERMOELETTRICHE, i CEMENTIFICI e le DISTILLERIE.
Le affermazioni dell'oncologo Veronesi, oggi Senatore del Pd e titolare di una fondazione finanziata, fra gli altri, dalla VEOLIA ENVIRONMENT, il più grande costruttore di inceneritori al Mondo, sulla presunta innocuità di questi impianti, sono state ampiamente sbugiardate dalla comunità scientifica internazionale che le ha definite "del tutto prive di fondamento scientifico" e dall'Ordine dei Medici francesi che ha chiesto una moratoria sull'incenerimento dei rifiuti.
Di qui la necessità di fare chiarezza affrontando questi delicati argomenti con il Dr. Stefano Montanari, Direttore Scientifico del Laboratorio Nanodiagnostics, il centro che svolge studi e ricerche relative all'inquinamento da polveri inorganiche e al quale si rivolgono per consulenze aziende alimentari, enti pubblici e privati, collaboratore scientifico di diverse università tra cui l'Università di Cambridge (Prof. W.Bonfield) e l 'Università di Mainz (Germania, Prof. J. Kirkpatrick) per le nanopatologie, e autore assieme alla Dott.ssa Antonietta Gatti di numerose ricerche con risultati importantissimi riconosciuti a livello mondiale, ricerche a volte "scomode", come quelle sul crollo delle Torri Gemelle (commissionate dalla Fase di Los Angeles), sulla "sindrome del Golfo" (dove la Commissione del Senato ha dato l'ok alle tesi della dott.sa Gatti), sui morti causati da centrali ad olio combustibile come a Rovigo (dove Montanari è consulente del PM),e sui danni prodotti dagli inceneritori, ricerche ostacolate: nel 2005 l'Università di Modena sottrae all'equipe del Dr. Montanari la possibilità di utilizzare un microscopio a scansione ambientale, fondamentale per le sue ricerche sulle nanopolveri , microscopio che poi, grazie all'aiuto di Beppe Grillo e del suo movimento verrà acquistato privatamente per essere messo a disposizione del gruppo di ricerca coordinato dal Dr. Montanari.
La cecità del mondo politico di fronte alla pericolosità delle nanopolveri spingerà Stefano Montanari a prendere parte assieme al Senatore Fernando Rossi al progetto politico della Lista Civica Nazionale "Per il Bene Comune", per la quale ha poi concorso alla carica di Premier nelle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008.
L'incontro, organizzato dalla Lista Civica Nazionale Per il Bene Comune, con il Dr. Montanari, che avrà luogo il 3 Luglio alle ore 17:30 presso l'Auditorium ControRadio in Via Latilla 13 a Bari, sarà aperto dalla Prof.ssa Adele Dentice, candidata alla scorse politiche nelle liste di Per il Bene Comune e moderato da Alessio di Palo, giornalista e direttore dell'emittente radiofonica Radio Regio di Altamura.
Per il Bene Comune Puglia
press@perilbenecomunepuglia.com
http://www.perilbenecomunepuglia.com/
Altri appuntamenti:
2 Luglio, Canosa di Puglia(BA) Piazza Vittorio Veneto, ore 19:00
3 Luglio, Conversano(BA) Piazza XX Settembre, ore 21:00
4 Luglio, Foggia, Aula Consiliare della Provincia, Piazza XX Settembre, ore 17:00
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