www.perilbenecomune.org
20 gen 2009
Non perdetelo di vista!
Energia e Nucleare: il parere di Stefano Montanari
23 giu 2008
La strage continua
11 giu 2008
Catania/ Muoiono sei operai in un depuratore
Mercoledí 11.06.2008 17:12
Sei operai che lavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 35 km da Catania, sono morti mentre stavano pulendo una vasca. Lo si apprende da carabinieri e Vigili del fuoco già giunti sul posto.
Secondo quanto riferito dalle autorità i sei si trovavano all'interno di una vasca quasi vuota. La loro morte sembra sia stata causata dall'inalazione di sostanze tossiche sprigionate dal depuratore stesso. Quattro lavoratori erando dipendenti comunali, gli altri due di un'azienda privata."
Se questo è un depuratore delle acque cittadini, dobbiamo immaginare tutto quello che viene sversato nei corsi d'acqua, tutto quanto dovrebbe finire nei rifiuti speciali e percorre strade diverse (finendo ad esempio proprio negli inceneritori)...
E intanto 6 lavoratori hanno perduto la vita, e chissà quanti altri cittadini dovranno fare i conti con "le sostanze tossiche sprigionate dal depuratore stesso". Ancora una volta comincerà il carosello delle solidarietà momentanee verso i familiari degli operai (per poi abbandonarli come succede di consueto con gli incidenti sul lavoro), mentre nulla di concreto sarà fatto per garantire più sicurezza ai lavoratori e per vedere tutelato il diritto alla salute dei cittadini tutti.
Fernando Rossi
Assemblea aderenti PBC
28 mag 2008
Domenica 1 giugno, dalle ore 10 alle 19
sala conferenze Hotel Jolly de la Ville
Piazzale Stazione (FS) Ferrara
1. All'assemblea potranno partecipare tutti coloro che avranno aderito a PBC entro il 31 maggio (in questo modo i vari responsabili delle adesioni potranno portare all'incontro le schede di adesione e le quote dei versamenti ricevuti). Per evitare spiacevoli inconvenienti, è bene suggerire ad amici, parenti o conoscenti interessati a partecipare, ma che ritengono di dover ancora pensarci, che l’incontro di Ferrara è riservato ai soci, mentre ci saranno numerose ulteriori occasioni di incontro, a cominciare dalle assemblee congressuali, locali, comunali, intercomunali, regionali e nazionale.
2. Per valutare il materiale da produrre e le altre questioni organizzative, i soci che parteciperanno devono inviare una mail entro il 31 maggio all’indirizzo perilbenecomune@gmail.com avendo cura di indicare nome, cognome, città, eventuale appartenenza ad associazioni, liste civiche, comitati, ecc…
3. Dalle ore 10 alle 10,30 dell’1 giugno è previsto l’accredito dei partecipanti (con verifica adesioni). L’accredito proseguirà per l’intera durata dei lavori (si raccomanda di portare con sé la ricevuta o l’attestazione dell’adesione: a coloro che hanno spedito il proprio modulo via fax/mail in sede a Ferrara sarà rilasciata l’attestazione al momento dell’accredito)
4. L’intera riunione sarà registrata, onde poter provvedere a stilare un verbale completo che sarà fornito, appena pronto, agli aderenti impossibilitati a presenziare a Ferrara
5. Dalle 10,30 alle 11 è prevista la relazione introduttiva della Presidente, con all’ordine del giorno:
1- proposta della "Repubblica dei Cittadini" (Veltri);
2- esito incontro con Giulietto Chiesa;
3- valutazioni sul periodo post-elettorale, sull'andamento della campagna di adesioni e preparazione delle assemblee regionali
6. Non sarà possibile erogare alcun tipo di rimborso per la partecipazione
7.Ogni partecipante avrà diritto ad un intervento di una durata massima contingentata, variabile dai 3 ai 5 minuti a seconda dei presunti interventi (durante l'incontro operativo del 26 aprile abbiamo sacrificato tantissimo spazio che sarebbe stato utile per far intervenire tutti in favore di molteplici interventi effettuati dalle medesime persone e con forme inadeguate di dialoghi o contraddittori fra i partecipanti: facciamo che, in maniera molto democratica, ci si ascolta senza interruzioni e si parla nel proprio tempo a disposizione, ok?). Eventuali secondi interventi saranno ammessi solo dopo l’esaurimento delle prime richieste di parola da parte degli aderenti. Nel corso della riunione, sarà dichiarato con anticipo il termine per poter iscriversi ad intervenire.
Monia
N.B. Chi ha necessità di pernottare a Ferrara, può verificare se c’è disponibilità di camere all’Hotel Jolly de la Ville (tel. 0532 772635), ed in caso affermativo chiedere l’applicazione delle tariffe convenzionate (particolarmente vantaggiose) con Per il bene comune.
Chiaiano: La Democrazia del manganello
24 mag 2008
Venerdì 23 maggio 2008, a Chiaiano va in onda la prima puntata della "Democrazia Decidente" di Veltrusconi.
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Non voglio mollare!
19 mag 2008
Nella realtà numerica dei fatti, 120.000 italiani hanno preferito PER IL BENE COMUNE in quello che, molto abilmente, era stato spacciato per un referendum: volete Berlusconi o volete Veltroni? Volete Barabba o volete Barabba?
Nell’allestimento della farsa non era stata lasciata alternativa e, bisogna ammetterlo, il canovaccio ha riscosso un successo clamoroso, tanto che adesso il duo Pappa e Ciccia fa il bello e il cattivo tempo in perfetta armonia. Per ora è solo il tempo cattivo e nuvole sempre più nere si addensano ad un orizzonte fin troppo vicino, ma la speranza è l’ultima a morire.
120.000 persone sono la popolazione di una città di provincia un po’ più grande di Bergamo: come Sassari o come Monza. Nulla in termini di consistenza a livello elettorale. E, di fatto, PER IL BENE COMUNE non è arrivato nemmeno ad un terzo dei consensi necessari per ottenere la forma di finanziamento ai partiti chiamata “rimborso elettorale”.
È così che non c’è più un centesimo,
finita la campagna elettorale dove ognuno si è pagato le spese proprie e dove Nando Rossi, che per coerenza ed onestà aveva abbandonato ogni possibilità di sedere indisturbato in parlamento, non ha più ricevuto lo stipendio con cui pagava le spese di sede, di segreteria e di un minimo di pubblicità. Questo per la felicità di Gasparri, della Santanché (pure lei senza poltrona ma generosamente finanziata dai voti nostalgici ricevuti), di Vespa e di tutti i personaggi e di tutti i figuranti in processione sul sempre più rottamabile ma apparentemente indistruttibile palcoscenico di ciò che ci ostiniamo a chiamare politica italiana.
Strano, potrebbe pensare un osservatore del tutto esterno. Dopotutto, prendendosi la briga di fare una disamina serena delle varie posizioni, PER IL BENE COMUNE è l’unico soggetto politico al passo con i tempi, l’unico che s’impegna su basi scientifiche, quasi l’unico (e mi dispiace per Marco Travaglio che si è lasciato trascinare da un entusiasmo non proprio giustificabile per Italia dei Valori) a non avere pregiudicati nell’organico, l’unico ad avere titolo per occupare l’immensa voragine lasciata dai Verdi in quanto partito difensore dell’ambiente, l’unico ad avere altrettanto titolo per occupare l’altrettanto preoccupante voragine lasciata dal partito di Di Pietro in tema di legalità. E si potrebbe continuare.
Insomma, potrebbe pensare l’osservatore, impossibile pensare che PER IL BENE COMUNE possa riscuotere lo zero di cui diceva lo statista Gasparri. Che possa avere una frazione dei voti incassati da Cuffaro.
E invece è così.
A questo punto noi che agl’ideali di PER IL BENE COMUNE abbiamo creduto e crediamo fortissimamente, se non altro perché non vogliamo vergognarci di noi stessi al cospetto di tutte le altre nazioni del mondo e, soprattutto, confrontandoci con i nostri figli, e che per quegl’ideali abbiamo lavorato anima e corpo siamo in difficoltà.
Inutile menare il can per l’aia: se non riusciremo in qualche modo a finanziarci per mantenere una sede non importa quanto modesta, un minimo di personale indispensabile insieme con un minimo di capacità di spostamento e di comunicazione non avremo altra scelta che chiudere tutto.
Rabbia, tristezza, pensieri inconcludenti come quelli che a noi basterebbe ciò che introita un calciatore italiano di vaglia in una settimana o il presidente del consiglio in due giorni per campare un anno. A che serve? Bisogna essere realisti ed operativi senza piangersi addosso. Non serve. Anzi, peggiora le cose.
Noi abbiamo un’enorme fortuna: i nostri 120.000 sono consensi di persone di cultura, comunque la s’intenda, sopra la media, di persone che hanno votato in coscienza e senza cascare nel banale ma efficacissimo tranello della pubblicità veltrusconiana o nello squallore delinquenziale del voto di scambio, di persone che già da ora stanno diffondendo le idee con la forza inattaccabile della convinzione, della logica e dell’onestà. Già oggi siamo molti di più di quanti non fossimo solo ad aprile. Lo vedo dai messaggi che mi arrivano, da chi mi telefona, da chi mi ferma per strada. Ognuno di noi è un seme che scoppia dalla voglia di germogliare e ne ha l’energia potenziale.
Allora, forza! Chi ha voglia d’impegnarsi, chi rifiuta di viaggiare a sbafo, chi ne ha le capacità si faccia avanti con delle idee. Magari cerchiamo di sfruttare il buono che la tecnologia ci mette a disposizione per quattro soldi o, addirittura, gratis: Internet, per esempio, con cui ci stiamo già cimentando in contrasto con i manifesti pubblicitari che hanno tappezzato in primavera l’Italia e il cui costo unitario equivaleva a due stipendi mensili di un italiano normale o in contrasto con TV, radio e giornali che ci tengono alla larga. E da Internet potrebbero venire anche opportunità d’introitare i fondi indispensabili. E chissà quante altre possibilità esistono.
Così, chi ha delle idee le esprima: progetti chiari e concisi che possano essere messi in pratica in fretta e disponibilità a discuterli. No perditempo.
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Pensare al futuro...
24 apr 2008
Ecco alcune riflessioni e questioni aperte.
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Che fare? Continuare con più forza!
Sulle ragioni del nostro deludente risultato, i grafici del Centro d’Ascolto televisivo (mentre sui giornali è andata addirittura peggio poiché ci hanno letteralmente ignorato), sono più efficaci di tanti discorsi e ci aiutano a capire che, alla faccia della sbandierata democrazia e della Par Condicio: il 75% degli elettori non sapeva nemmeno che esistessimo, mentre sul restante 25% è calata la Veltrusconata del voto utile.
L’ 1% era irraggiungibile, anche perché noi, a differenza dei partiti in lizza, abbiamo deciso di uscire dal non voto solo sessanta giorni prima (9 febbraio: cola-zione di lavoro con Beha, Chiesa e Veltri, telefonata a Grillo, pochi giorni di surplace, poi giù a rotta di collo per rispettare date e saltare ostacoli istituzionali) e non avevamo strutture né gruppi diri-genti locali di riferimento. Tra noi c’è molta delusione perché lo 0,33% è un quarto di quanto i più pessimisti si aspettavano; ma sono 120 mila persone “portatrici sane” distribuite su tutto il territorio nazionale.
Spetta anche a noi, che abbiamo costruito la lista civica nazionale PER IL BENE COMUNE, il compito di non disperderle; per farlo possiamo contare sulla disponibilità e sull’impegno delle decine e decine di belle persone che abbiamo conosciuto durante la breve esperienza di questa campagna elettorale.
Il contesto ed i risultati elettorali
- Il PD: ha usato la “bomba nucleare” del voto utile contro Berlusconi prosciugando tutti (tranne Di Pietro); ha riempito città e stazioni di migliaia di poster 6x3, a 2.200 € l’uno; le tv (Rai, Fininvest-?!-, la7, SKY, ecc.); ha inglobato i voti radicali (stimati attorno all’1%); ha spostato Di Pietro da De Magistris a D’Alema e nonostante avesse sostenuto (Bettini e Franceschini) che il 35% era il mini-mo da raggiungere per non dichiarare fallito il progetto…., pur prostrato ai poteri forti e con tutto quello che ha combinato, ha fatto solo il 33,17%.
In verità il PD ed i suoi azionisti di riferimento, hanno sempre saputo dai loro costosi sondaggi che senza la cosiddetta sinistra e senza i socialisti, la partita era già persa, tanto che dove volevano vin-cere (comuni, province e regioni), non si sono presentati solo con Di Pietro; a Roma, hanno fatto di tutto per ottenere anche l’appoggio di Bordon (impegnandosi a dargli un assessorato) che insieme all’Unione dei Consumatori, si era candidato a Sindaco, contro Rutelli.
- Di Pietro ha speso moltissimo ma è quello che ha raccolto di più, grazie all’appoggio di persone che erano fin lì credibili come Travaglio e Casaleggio (che pare si siano convertite sulla via della TAV, delle grandi opere e degli inceneritori) ma grazie soprattutto alla martellante campagna Vel-trusconiana sul voto utile di cui è stato il principale beneficiario; presentandosi come la possibilità di non votare PD ma di fare comunque “mucchio” contro la vittoria di Berlusconi (così come la Le-ga, sull’altro versante geografico, ha beneficiato del non voto a Berlusconi, ma utile ad impedire la vittoria del centrosinistra). Ha fatto il 4,37%.
- La Sinistra Arcobaleno, nelle sue 4 componenti partitiche strutturate su tutto il territorio nazionale e che disponevano di oltre cento parlamentari, ecc., ecc…, ha speso cifre folli, ma si è fermata al 3%. Un disastro pienamente meritato (basti pensare che persino in campagna elettorale si straccia-vano le vesti nel dire di essere stati i più fedeli ai DS, arrivando persino a dire che gli inceneritori andavano fatti…ma con garbo (ci mettiamo sopra un bel cashmirino?); tra loro ed il PD sembrava la canzone di Jannacci: “Vengo anch’io?”, “No, tu no!”, e non gli è nemmeno balenata l’idea di ri-cambiare la cortesia, nei comuni, province e regioni…chissà perché !?!.
- I Socialisti sono un pezzo importante della storia del paese, hanno una organizzazione territoriale, una decina di parlamentari, centinaia di sindaci, assessori, consiglieri (per non dire di presidenti e consigli d’amministrazione di Aziende), hanno speso una valanga di €, ma sono anch’essi sotto l’1%: 0,97% .
- Ferrando e Turigliatto, nonostante abbiano lavorato molto e abbiano avuto molta più visibilità di noi, potendo inoltre contare su una struttura di persone militanti, già organizzate come minoranza autonoma, dentro Rifondazione, hanno fatto lo 0,57% e lo 0,46%.
- L’Unione dei Consumatori metteva in campo centinaia di migliaia di soci sostenitori (dal Codacons a SOS utenti, dalla VAS ad Adusbef, a Noi Consumatori, ecc.), con l’aiuto di un cavallo di Troia ci ha sfilato diversi candidati assicurando loro di avere il 5% e quindi di eleggerli, ha fatto il 0,25%.
- Oltre alla citata Lega Nord, risultati molto buoni (a fronte del Veltrusconiano voto utile, a reti uni-ficate continue) li hanno ottenuti l’Unione di Centro di Casini, 5,60% e la Destra di Storace, 2,43%.
Le alleanze? Con movimenti, liste locali e gruppi, ma non con gli attuali partiti !
Non è un mistero che prima di deciderci a promuovere la lista civica nazionale abbiamo incontrato la Sinistra Critica, ma a quanti non lo sanno è doveroso chiarire che non fu possibile fare un unico contenitore perché la parola Patria era da loro ritenuta “di destra”; l’imprenditore, anche se rispetta i diritti dei dipendenti, paga le tasse e fa tutto il possibile per non inquinare, è comunque un “avversario di classe”; mentre il tema immigrazione e rispetto regole per accoglienza ed integrazione, fu subito chiaro che “non aiutava” .
Anche sull’ipotesi di salvaguardare le rispettive autonomie, vista la forte differenza strategica, ma capitalizzando la coerenza sui temi della guerra e del rispetto degli impegni programmatici dell’Unione, attraverso la presentazione dei due diversi simboli (Movimento Politico dei Cittadini e Sinistra Critica) dentro lo stesso logo elettorale, non trovò una positiva risposta.
La lista civica Per il Bene Comune era stata originariamente pensata come incontro tra la Lista Civica Nazionale e il Movimento Politico dei Cittadini.
Solo dopo il 9 febbraio abbiamo dovuto constatare che la LISTA CIVICA NAZIONALE, nelle settimane preparatorie della crisi di Governo era stata svuotata da una ben orchestrata operazione politico organizzativa.
Alagna e Pardi, entrati nell’Italia dei Valori immobiliari (lo stesso Travaglio ha invitato a votarla), mentre Baccile e Della Bella che, delegati dalla Lista Civica Nazionale dovevano gestire tutta la parte organizzativa, insieme al Movimento Politico dei Cittadini, erano invece già in contatto con l’Unione Consumatori.
Elio Veltri, ha cercato di fare un ultimo appello ma ha dovuto prendere atto del collasso organizzativo e politico dell' associazione, e solo per questa ragione non si è candidato a premier con noi, pur manifestandoci pubblicamente il proprio sostegno e mettendoci in contatto con alcune belle persone come Palamara, Marini e Villani.
La disponibilità di Montanari a stare capolista in Emlia-Romagna e la
valenza ambientale del programma elettorale portarono, in pochi giorni alla decisione di candidare Montanari a premier, anche per alleggerire l’immagine “comunista” di Rossi.
Dopo aver “miracolosamente” presentato le liste elettorali (di cui hanno fatto parte esponenti del Movimento Politico dei Cittadini, dei Giovani in Politica, del Partito Umanista del Piemonte, del Movimento Non violento, Femminista e Ambientalista, di vari Meetup di area Grillo; rappresentanti di liste civiche locali e persone in contatto con il blog di Montanari), altre associazioni (come il Fronte verde ed Emergen-za Democratica) e singole personalità ci hanno manifestato il rammarico di aver appreso in ritardo della nostra lista e del programma.
Il dato elettorale spazia dall’8,7% (dato Camera di San Giuliano di Puglia, Molise; mentre Venaus, comune della Val di Susa, fa l’8,3 al Senato) allo 0 della Sicilia 2, dove ci hanno illegittimamente annullato la lista.
Detto dell’ostracismo decretatoci dai media, di proprietà dei gruppi finanziari che arraffano il denaro pubblico, e del ruolo devastante dell’idea forza del “voto utile”, vanno considerate le scarse risorse (di cui eravamo consapevoli), la “non uniforme” copertura degli spazi riservati alle affissioni elettorali (nonostante l’abnegazione di alcuni, abbiamo “bucato” intere regioni, Province e Città e sono rimasti migliaia di manifesti), l’impossibilità economico-organizzativa di fare il porta a porta.
Sul piano strettamente politico, sul tema della salute e dell’ambiente eravamo la lista più coerente e chiara nell’analisi e nelle proposte, mentre su quelli dell’occupazione e dei redditi delle famiglie, nonché quello della sicurezza (che i sondaggi hanno dato come “i più sentiti” dagli elettori), non siamo riusciti a caratterizzarci.
Nel dopo voto dobbiamo considerare che, tranne una auspicata rottura tra Lega e Berlusconi-Fini, che rimetterebbe in gioco il Centro di Casini, avremo altri 5 anni di Governo della grande finanza e di enormi disagi per la grande parte dei cittadini, con la cosiddetta sinistra che, pur restando complice delle amministrazioni “PD”, non farà che parlare di “ri-rifondare” e “correggere gli errori degli ultimi anni”, “riavvicinandosi “ ai problemi del popolo.
Guai a noi se, pur stimando le persone che dentro i partiti “a sinistra”, “al centro” o “a destra” credono di aiutare gli italiani ed in particolare le fasce socialmente più deboli, accedessimo all’idea di riunire i piccoli partiti o allearci con “la sinistra”; la nostra analisi ed il nostro progetto escono confermati sia dalle modalità con cui si è svolta (o meglio, non si è svolta) questa campagna elettorale, che ha confermato il ruolo della malavita organizzata, del potere della grande finanza e della degenerazione dei partiti, sia (in questo contesto) dal voto “di protesta”.
Noi ci siamo presentati fuori e contro…per liberare le migliori energie del paese e garantire una vita dignitosa agli italiani, questo resta il nostro progetto; possiamo dialogare con chiunque voglia ragionare e discutere di questo, praticando scelte che vadano “contro le tre piaghe”, ma di alleanze si potrà parlare quando qualche partito sarà davvero cambiato, ed i primi segnali sono tutti in chiave di un trasformismo di facciata, parolaio.
PER IL BENE COMUNE, al momento della presentazione delle liste poteva contare sulla forza propulsiva di alcune decine di persone “riferimento”; ora invece (pur dovendo mettere all’OdG una attenta ricognizione-censimento) queste sono teoricamente moltiplicabili per 10.
Ma cosa vogliamo farne?
Un autonomo soggetto di iniziativa e di confronto politico, alleato con Umanisti, Partito dei Giovani, Repubblica dei Cittadini, ecc. o una lista elettorale che emerge quando ci sono le elezioni e si allea con tutti quelli che, al momento, ci stanno?
Questa scelta è dirimente sia per definire le regole di vita democratica interna, che per darci un minimo di riferimenti regionali e provinciali o per affrontare correttamente il problema finanziario. Bisognerà partire sciogliendo questo nodo.
La Citta ideale
16 apr 2008
Stefano Montanari
119.420 GRAZIE
15 apr 2008
Abbiamo scelto di reagire e rimettere al centro un impegno per il bene comune.
E andando contro tutto il sistema dei partiti, essi hanno pensato bene di ignorarci quasi a ‘pontificare’ la nostra non esistenza.
Abbiamo perso, ma la corsa era truccata. I media hanno vinto queste elezioni, ma PER IL BENE COMUNE non deve morire: i nostri 119.420 voti ce li siamo strappati uno ad uno ed hanno retto alle lusinghe clientelari ed al “terrore” del voto utile. Sono un bene prezioso.
Non abbiamo nulla di cui pentirci; diverso è per chi si è fatto convincere a non votare a o votare per Di Pietro.
Adesso cominciamo da qui.
Ognuno rifletta sulla campagna che abbiamo condotto, su eventuali limiti ed errori, ma con la consapevolezza che se anche tutti avessimo lavorato come hanno fatto i più bravi di noi (mettiamo le migliori esperienze sul blog), non avremmo comunque raggiunto l’1% nazionale.
Discutiamone sul meetup, selezionando nei prossimi 10 giorni le questioni centrali su cui abbiamo bisogno di costruire il nostro futuro sviluppo. Poi riuniamoci, propongo sabato 26, per decidere come procedere.
Nota personale: Oltre ai 119240 grazie a tutti coloro che hanno espresso il loro voto PER IL BENE COMUNE, vorrei assegnare simbolicamente un “Oscar” (il riferimento è volutamente relativo al nome del benefattore) a colui che, puntando tutta sulla fiducia, ha raccimolato dai propri risparmi ben 4.000 euro per sostenere la nostra campagna elettorale. Allo stesso modo sono grata a Nando (sia per le risorse economiche iniettate nel progetto, sia per il coraggio e la coerenza dimostrati) e Stefano (per l’impegno e la forza di volontà), ma soprattutto sono riconoscente verso tutti coloro che hanno chiesto materiale e lo hanno diffuso, hanno attaccato manifesti (grazie per le riprese video e le foto delle vostre imprese!), hanno inviato mail, parlato con la gente e contattato altre persone. Un vivo ringraziamento anche a chi mi è stato vicino nei momenti più duri, quando fatica e sconforto rischiavano di prevalere sull’entusiasmo e sulla convinzione. Ed infine un grazie speciale a chi – di fronte ai risultati di ieri - ha saputo infondermi un po’ di speranza con un detto arabo: “in ogni deserto, c’è sempre un’oasi”. E nel panorama arido lasciato da queste elezioni, da oggi si riparte alla ricerca della nostra oasi, per poi lavorare e farne una foresta.
Per il Bene Comune
12 apr 2008
In realtà, quasi tutto lo ho e lo abbiamo
fatto in una sorta di porta a porta, viaggiando per chissà quanti chilometri per parlare con chi non esiste nemmeno quando la carne da voto diventa d’improvviso pregiata e appetitosa e, dunque, si trasforma in degna di qualche attenzione. Certo che, se quelli sono pochi, il gioco non vale la candela per chi del bene comune si fa un baffo e per antico mestiere vende il solito, vecchio pacco modello Forcelle per perpetuare ancora una volta la sua poltrona.
Li ho visti questi truffatori della compagnia di giro: sono eccezionali. Io non ce la farò mai ad essere un politico come loro, se il termine politico può trovare un’applicazione al di là dell’italica anestesia che ci siamo docilmente lasciati somministrare.
Non hanno alcuna sorta di pudore a gemellarsi con personaggi che si sono beccati condanne pesanti per reati odiosi né a definirsi, strillando, “la novità” quando, magari, sono figli d’arte o, comunque, sono lì da tempo immemorabile a sbrindellare l’Italia. Né si vergognano ad ergersi a difensori d’ideali di cui loro stessi sono i primi a non avere memoria, a strepitare con tribunizia veemenza contro leggi che loro stessi hanno proposto, a fare voltafaccia spericolati suggeriti dall’occasione, a rifiutare i confronti (quello in TV di venerdì sera è stato accuratamente evitato a scanso di guai), a non rispondere alle domande più ovvie, a non sfiorare nemmeno argomenti che potrebbero scottare i loro cosiddetti oppositori con cui, di fatto, sono pappa e ciccia perché mangiano tutti nello stesso, pantagruelico piatto che deve restare sempre traboccante e senza minaccia, a mentire pubblicamente non appena mentire diventa funzionale al loro istinto di conservazione.
Io vengo da fuori, io non c’entro con quei mostriciattoli, io non voglio che qualcuno mi assimili, non importa come, a loro. Io ne provo orrore. Io voglio fare politica nel senso vero del termine: voglio condurre la casa comune perché quei cosi dall’anima minerale ci stanno togliendo la terra di sotto i piedi e ormai di terra non ce n’è più, perché stanno divorando cinicamente il mondo dei nostri figli, perché stanno spogliandoci di tutto, fino alla dignità. Io non voglio: io devo fare politica perché sarebbe troppo vile non farla. Politica: la conduzione della casa comune.
L’altro giorno un vecchio personaggio minore di questo carro di Tespi, uno che ha sempre vissuto nella luce riflessa di chi di luce riflessa a sua volta splendeva, mi ha chiesto, rigorosamente fuori da orecchi indiscreti, dove pretendiamo di arrivare se non compriamo i voti. “A pacchi si comprano!” e rideva come chi l’anima l’ha venduta senza più ricordarsi quando. Sicuro: i voti si comprano perché di chi è disponibile a vendere se stesso, la sua terra, i suoi figli, per due soldi, a volte anche solo per una promessa che nessuno manterrà mai, se ne trova sempre. E tanti se ne trovano. Abbastanza da fare i numeri che servono e mandare chi serve dove serve. Non per il bene comune, naturalmente, ma di questo… Carne da voto che lo stesso compratore disprezza.
Ma non ho incontrato solo roba del genere: ho incontrato i giornalisti che strisciano scodinzolando intorno ai piedi di chi dà loro l’osso da rosicchiare. Chi striscia non inciampa. Giornalisti? Sì: al rovescio. Guai a chi informa! La conoscenza, la consapevolezza sono un seme gravido di democrazia, sono un’arma formidabile di legittima difesa, e, se qualcuno sa, magari non lo si frega più. È così che mi arrivavano, con il sorrisetto condiscendente di chi ha a che fare con un vecchio deficiente che tra un po’ finirà a nanna, le domande tipo “E allora dove se li mette lei i rifiuti?”, ignorando cocciutamente che cosa si fa altrove e mandando un’occhiatina al padrone per mendicare una carezza sulla nuca e, chissà, vedersi gettato un pezzetto di carne di quella buona.
Chiedo scusa se sono crudo e se appaio finanche esagerato, ma un mese così non perdona. E allora, da oggi so, e so per aver toccato con mano, che cambiare è ancora più urgente di quanto non abbia mai creduto. Bisogna cambiare subito, oggi, per non lasciare ai nostri figli una terra morta che non risusciterà. Bisogna dare un colpo di reni, riconquistare la nostra dignità, rinunciare, forse anche con un sacrificio momentaneo, alle squallide elemosine di chi ci promette un miserabile privilegio e vuole in cambio, ricevendolo con tanti ossequi, il nostro presente che ci appartiene e il futuro che non è nostro ma di chi ci seguirà. Non abbiamo altra scelta se non aprire gli occhi.
È tardi. Vorrei scrivere meglio ma sono stanco. Vorrei riuscire a trasmettere la paura che non posso non avere: quella che tutto resti com’è, con la solita cosiddetta alternanza venduta per democrazia che altro non è se non uno scambio apparente di ruoli da cui non scaturirà altro che la solita, vecchia, occhiuta rapina di chi si fregherà le mani per averci gabbato ancora una volta. Vorrei saper trasmettere la speranza, la preghiera, che stavolta si pensi davvero prima la prima volta dopo chissà quanti anni, per il bene comune.
Elio Veltri a sostegno di 'Per il bene comune'
8 apr 2008
Anche Elio Veltri darà il proprio sostegno alla lista “Per il bene comune”, fondata dal senatore Nando Rossi e che vede come candidato premier Stefano Montanari. Dopo il sostegno giunto la scorsa settimana da parte di gruppi, comitati e singole persone, tra cui spiccava quella del giudice Ferdinando Imposimato, è arrivata ieri anche l'adesione ufficiale di Elio Veltri alla lista civica nazionale "Per il bene comune".
Veltri, che ha condotto numerose inchieste sulla legalità del sistema economico e politico italiano, si è interessato particolarmente alla giustizia nel periodo di Tangentopoli (durante il quale scrisse il saggio Milano degli scandali) e si è battuto contro la criminalità organizzata e le sue articolazioni in Italia.
“Un nuovo appoggio – commentano dalla sede di “Per il bene comune” - che si unisce alle numerosissime adesioni che ogni giorno arrivano da singoli cittadini, da aderenti ad associazioni, comitati, meet up e liste civiche”.
Il Giudice Imposimato "per il Bene Comune"
2 apr 2008
“Alle prossime elezioni Ferdinando Imposimato, presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, offrirà il suo pieno sostegno alla Lista Civica Nazionale "Per il Bene Comune"”. Lo riferisce una nota di “per il bene comune”, la lista fondata dal senatore ferrarese Fernando Rossi, secondo il quale lo stesso magistrato ha annunciato la sua intenzione nel corso di un colloquio telefonico con Rossi, manifestando la sua piena condivisione per gli ideali e il programma presentato in vista delle prossime elezioni.
Ferdinando Imposimato, da sempre in prima linea per il riconoscimento dei diritti umani, è stato il giudice istruttore di importanti processi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro (1978), l'attentato al Papa Giovanni Paolo II (1981), l'omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Vittorio Bachelet, e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione.
da www.estense.com
A.I.A.: lettera di una abitante dei Tamburi
25 mar 2008
E.D. per il Bene Comune
Come promesso, e le "PROMESSE" noi le manteniamo "SEMPRE", ecco la "COMUNICAZIONE IMPORTANTE", che in pratica è un "CONTRORDINE" al post di domenica 16 marzo, a cui facciamo una piccola premessa.Abbiamo sempre affermato che ciò che stiamo facendo lo facciamo, in maniera assolutamente "DISINTERESSATA", esclusivamente per il bene del nostro Paese, per cui vi dimostreremo che noi di EMERGENZA DEMOCRATICA, quando cambiamo idea (perché a volte la cambiamo anche noi), lo facciamo rimanendo comunque sempre "COERENTI" con noi stessi, senza per questo metterci i paraocchi o mantenendo stupidi preconcetti per "PARTITO" preso (scusate il gioco di parole).Dunque.Qualche giono fa, a Roma, davanti alla sede RAI di Viale Mazzini, con un appuntamento fissato telefonicamente il giorno prima, abbiamo incontrato un certo "SIGNORE", che per la cronaca è anche un "SENATORE" della Repubblica italiana, ma che preferiamo citare semplicemente come "SIGNOR ROSSI" e non come "SENATORE" perché vogliamo fargli un complimento ed evitare così di confonderlo con altri suoi "COLLEGHI" politicanti "PARTITICIZZATI".Lo abbiamo visto e gli abbiamo parlato ai giardinetti di fronte alla RAI, mentre su una panchina armeggiava personalmente con pezzi di scotch e assicelle di legno, facendo cartelli da usare poi per manifestare contro la spudorata mancanza di "IMPARZIALITA'" dimostrata dai mass media nazionali che come al solito negano un minimo di visibilità ai "PICCOLI" durante le campagne elettorali... specialmente se non sono dei "PARTITI".Il "SIGNOR ROSSI" sembrava un "CITTADINO" come qualunque altro e questa dimostrazione di assoluta "NORMALITA'" è stato un punto a suo favore, anche perché abbiamo subito notato che non aveva intorno leccaborse, gorilla o giornalisti leccapiedi, come invece "NECESSITA" a molti dei suoi (poco) onorevoli colleghi "PARTITICIZZATI".Ed è stato un secondo punto a suo favore.L'incontro doveva servire a capire se la "LISTA CIVICA" (N.B.: "LISTA CIVICA", non "PARTITO") che hanno messo su, in lotta contro "TUTTI" e nonostante "TUTTO", riuscendo a presentare candidati propri in tutta Italia, avesse punti in comune con il nostro movimento di EMERGENZA DEMOCRATICA.La prima cosa che abbiamo chiesto al "SIGNOR ROSSI" è stato se avessero mai intenzione di trasformare detta "LISTA CIVICA" in una forza con logiche di "PARTITO" o di allearsi in futuro con qualche "PARTITO", al che ci siano sentiti rispondere: "NO".E questo è stato un terzo punto a suo favore, che ci ha convinto a collaborare con loro, dandoci una mano reciprocamente per cercare di cambiare il panorama politico "PARTITICIZZATO" di questo nostro Paese.In poche parole, noi fino al 13 aprile chiederemo a tutti di votare i loro candidati e loro daranno a noi una mano per raccogliere le firme a favore della legge popolare, già depositata in Cassazione, per il dimezzamento degli stipendi dei parlamentari (a proposito, con le elezioni anticipate, la scadenza di presentazione della legge e delle firme in Parlamento viene procrastinata di alcuni mesi, per cui abbiamo più tempo per la raccolta in tutta Italia).Una volta interpellati e sentiti i vari coordinatori regionali di EMERGENZA DEMOCRATICA, abbiamo deciso unanimemente di sostenere questa "LISTA CIVICA" che si chiama "PER-IL-BENE-COMUNE".Quindi, a questo punto, non ci resta che ("UMILMENTE" e "GENEROSAMENTE") esortare tutti ad andarsi a leggere il loro "CODICE ETICO" e il loro "PROGRAMMA" sul sito www.perilbenecomune.net e invitare chiunque il 13 aprile ("COLLABORATIVAMENTE" e "DISINTERESSATAMENTE") a votare la lista civica nazionale: "PER-IL-BENE-COMUNE"...
da: http://emergenzademocratica.blogspot.com/
Quando il bene è comune piace agli ambientalisti
22 mar 2008
Affollati incontri dello scienziato delle nanoparticelle nella sua campagna elettorale
sabato 22 marzo 2008 di Roberto De Giorgi
Stefano Montanari ed il Sen Fernando Rossi in Puglia ieri hanno fatto tappa a Modugno, Bari, Massafra e Taranto. L’incontro di Taranto, organizzato da Peacelink e dagli amici di Beppe Grillo, con la partecipazione straordinaria di TarantoViva che ha presentato alcuni video sui rifiuti in attesa dello scienziato
Una signora uscendo dalla sala della libreria Gilgamesch a Taranto dice " Certo è terribile pensare a come siamo combinati, io vivo a Palagiano e compro latticini e verdure da un contadino. Ora ho saputo che prima.... c’era una discarica"
Montanari scuote la platea: " se ci estinguessimo ora, il pianeta terra non avrebbe più l’inquinamento dell’uomo, ma manterrebbe per intero tutto quello che finora è stato immesso nell’aria, nel suolo, nell’acqua"
Ci siamo fatti tutto il male possibile. La vicenda della nanoparticelle è iscritta nella storiella italiana, mentre l’Europa fa ricerca, affida incarichi alla dr. Antonietta Gatti ( moglie di Montanari), nel nostro paese questo delicato compito è svolto da un laboratorio privato.
Dov’è allora l’interesse comune? E’ emblematica la vicenda di questi coniugi ricercatori chiamati in tutto il mondo, negli scenari di guerra, a partire dal crollo delle torri gemelle per fare analisi sulle polveri sottili, mentre in Italia vengono trattati come terroristi. Ma dov’è va questo Paese o meglio dove è arrivato?
L’occasione di Taranto è la presentazione di un libro, un operazione elettorale soft. Gli ambientalisti puri non amano collusioni politiche e spot elettorali. Ma la sostanza c’è, il Bene Comune si vede. Così come l’urgenza di cambiare le regole. Che senso ha, dice lo scienziato, controllare lo sforamento della quantità delle polveri, se non si misura il diametro delle stesse? perchè se sono Pm10 al massimo mi danno un raffreddore, ma se sono nanopolveri mi uccidono. E scorrono le slides che mostrano dove s’annidano questi killer, che raggiungono, attraverso il sangue, tutti i tessuti. Nanopolveri di alluminio, cromo, zinco, ecc. E spunta il caso di quella signora morta di cancro al fegato. Il patologo non si spiegava il referto tumorale ( in genere provocato da un virus). Il laboratorio di Montanari scopre che si trattava di una particella piccolissima di oro sulla quale era cresciuto il granuloma. Andando a ritroso nella storia della donna si scopre che aveva in passato curato un ginocchio con infiltrazioni d’oro. Ecco le dannate nanoparticelle!
Sia chiaro le nanoparticelle si formano anche naturalmente dai vulcani, dalle erosioni delle rocce. Ma l’uomo ha aumentato il danno; le case vecchie, gli asfalti vecchi formano il reticolato che si frantuma in polveri. Poi ci sono le ciminiere a carbone, le centrali a turbogas, le acciaierie e gli inceneritori di rifiuti. Non ci facciamo mancare niente. E questi microscopici frammenti ci riempiono fino ad arrivare nella cellula dov’è riposto il Dna. E la cellula non si suicida più (apoptòsi) e replica questo messaggio tumorale all’infinito. Montanari avverte, non dico che c’è il tumore, ma potrebbe esserci. La medicina non è una scienza esatta, qui due + due potrebbe fare quattro.
Però la scienza ha il dovere di lanciare l’allarme. Lavorare sul bene comune è soprattutto dare informazione. E vi sono informazioni che vengono da lontano. Plinio il Vecchio aveva parlato dell’amianto, definendolo pericoloso. Ci abbiamo messo migliaia di anni per capirlo. Ma, si sa, ci sono sempre scienziati prezzolati che danno il parere favorevole alle industrie al momento giusto. Così è per l’incenerimento dei rifiuti che non tiene conto del pensiero di Lavoisier ( 2° principio della termodinamica) sulla conservazione della massa. Vale a dire che se brucio una tonnellata di rifiuti questa non sparisce ma si trasforma in una tonnellata di anidride carbonica e 300 kg di cenere, 600 litri di acqua sporca, ecc.
Manca a questa classe politica ed imprenditoriale il senso delle cose, della vita e della filosofia. Anassimandro di Mileto, pre-socratico, diceva: "in natura nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma".
Chi pensa di arrivare a "rifiuti zero" bruciando i rifiuti, pensa ancora di trovarsi di fronte ad un popolo bue che si puo’ confondere mantenendolo nella disinformazione e distraendolo con le stupidità di questa campagna elettorale. Ma il bene comune oggi la gente sa cos’è e saprà sempre di più come difenderlo.
http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article2295
Infopal Per il Bene Comune
18 mar 2008
Avviso ai lettori.
Siamo consapevoli che un'agenzia di informazioni non dovrebbe schierarsi politicamente, ma limitarsi a veicolare, nel modo più corretto e professionale possibile, notizie.
Ma guardiamoci intorno: quotidiani e tv, nel nostro Paese, sono tutte schierate per gli stessi partiti dei Grandi Affari; le notizie sono scelte in base a "copioni" politico-economici e di lobby. La stessa campagna elettorale attualmente in corso è già "orientata": i giornali hanno pubblicato l'elenco delle liste e dei candidati ponendo vicino a ognuna il "potenziale" esito elettorale, di fatto, indirizzando preventivamente il lettore meno attento o esperto in comunicazione di massa.
Il finanziamento pubblico ai media è, in sé, un atto politico di valenza collettiva, nazionale.
Anche noi, nel nostro piccolo, ci schieriamo, e per una giusta causa. Alle elezioni del 13-14 aprile, la Redazione di Infopal sosterrà la lista Per il Bene Comune dell'on. Fernando Rossi.
Conosciamo l'on. Rossi per la correttezza, l'onestà e la coerenza con principi etico-morali da noi condivisi - tra i quali, il rifiuto di tutte le guerre, del militarismo, del neo-colonialismo -, per il sostegno alla Palestina e ai Palestinesi, popolo oppresso da una tirannide che dura da 60 anni, nonché per questioni più "strettamente" italiane.
Fernando Rossi ci è amico e compagno di strada nella volontà di costruire un futuro meno tragico di quello attuale - sia a livello nazionale sia internazionale -, dove i cittadini siano davvero i protagonisti e non pedine da utilizzare solo durante la propaganda elettorale. E dove si sappia ancora distinguere tra oppressi e oppressori, senza false e ipocrite equidistanze o equivoche "vicinanze", e dove il sostegno sia dato al debole e non al forte.
Infopal sostiene Per il Bene Comune perché è vicino al popolo di Palestina, perché si oppone alle guerre, alle basi militari Nato e Usa nel nostro Territorio Sovrano, al rifinanziamento delle operazioni di peacekeeping (leggi: GUERRE), e a tanto altro ancora.
Infopal sostiene Per il Bene Comune, perché il movimento lavora per il "bene comune" e non per quello di lobbies, famiglie, governi, organizzazioni, entità che NULLA hanno a che fare con noi, ma che anzi operano CONTRO di noi, impoverendoci, rendendoci servi e impotenti, burattini in mani altrui, deprivati di autonomia e dignità.
Infopal sostiene Per il Bene Comune, perché vuole ancora sperare in un'Italia meno vile, corrotta e schiacciata, e più felice, onesta e onorata.
Fernando Rossi risponde a Magdi Allam
6 mar 2008
in merito all'articolo del 5 marzo, le sarei grato se, dopo avermi coinvolto con una domanda retorica, volesse pubblicare la presente risposta.Il comitato Nakba non ha proprio minacciato nessuno, ha semplicemente chiesto al Presidente della nostra Repubblica, che in base alla Costituzione rappresenta tutto il paese, di esimersi dal presenziare alla Fiera del Libro di Torino, e lo ha fatto pensando che le idee si possano esprimere senza essere puniti.Quando Magdi Allam scrive : "C'è qualcuno in Italia che immagina di poter minacciare impunemente il capo dello Stato..", invita eventuali "punitori" ad intervenire ed auspica scenari da territori occupati; ma qui, nonostante il generale peggioramento su cui egli confida, siamo ancora in democrazia. Infopal è una delle pochissime fonti di informazione sulla Palestina che, sfuggendo alla disinformazione controllata dai servizi del Mossad, consente di sapere quanto avviene realmente nei territori tra: "missili intelligenti, "esecuzioni mirate", "parlamentari arrestati e incarcerati senza nessun capo di imputazione" e cittadini palestinesi quotidianamente arrestati ed umiliati per indurli ad andarsene dalle loro case e dalla loro Patria. Qualcosa avevo già letto, ma sono anche, recentemente, stato in Israele e nei territori che Israele continua ad occupare, qui ho "clandestinamente" parlato con associazioni e partiti israeliani contrari ad uno stato religioso integralista e con numerose associazioni palestinesi, so di cosa parlo e non rinuncerò al dovere civico di denunciare le ingiustizie.In merito alla Fiera del Libro, il Presidente farà quanto riterrà opportuno, ma conoscendo le posizioni di tutti gli attuali partiti credo proprio che, sbagliando, vi andrà.Ma, se non sono i vari governi a tutelare la nostra sovranità ed il rispetto dei nostri principi costituzionali, è giusto che lo facciano i cittadini e le "sacche di resistenza umana e civile", che si raccolgono attorno a movimenti ed associazioni.Infopal ha fatto benissimo ad ospitare la dichiarazione del comitato Nakba,come ha fatto e dovrà continuare a fare con prese di posizione ancor più ferme e indignate. La cosa più grave è che troppi giornalisti "embedded" non dicono agli italiani che c'è un governo, sulle rive del Mediterraneo, che non rispetta le risoluzioni ONU, che occupa militarmente territori di altri Stati (è l'unico stato al mondo senza confini), che pratica l'aparthaid razzista (finita persino in Sud Africa), che da anni compie efferate stragi.Io credo che essere equidistanti tra aggredito ed aggressore (dopo ogni strage o assassinio che destano clamore, il Ministro D'Alema ora, e prima di lui, Fini, dichiarano "chiediamo alle due parti in conflitto di moderare i loro comportamenti"; siamo alla politica estera del bon ton) sia moralmente inaccettabile, ma aver ascoltato l'assordante silenzio dei parlamentari, sedicenti pacifisti, non violenti e/o di sinistra, così come quello dei loro ministri, sul boicottaggio a Gaza, sulla costruzione del muro, sull'accordo militare tra il Governo Italiano e quello Israeliano, mi ha aiutato a capire che questi partiti sono ormai irrecuperabili anche alla causa della nostra sovranità nazionale.
Sen. Fernando Rossi, Per il Bene Comune.
Intervista a Stefano Montanari
1 mar 2008
Intanto bisogna capire come è nato PER IL BENE COMUNE. Da almeno un anno mi capitava di leggere documenti firmati dal senatore Fernando Rossi di cui ignoravo tutto. Ciò che Rossi scriveva a proposito dell’ambiente era intriso di buon senso e, per questo, mi capitava di pubblicare i suoi atti ufficiali su www.stefanomontanari.net che è il mio blog. Poi, un giorno, vengo a sapere che l’hanno buttato fuori dal suo partito (Comunisti Italiani) perché si era permesso di votare contro la continuazione della nostra guerra in Afghanistan, cosa, peraltro, che il suo partito aveva preteso a gran voce per poi effettuare un italico voltafaccia appena arrivato al governo. Qualche tempo dopo, leggo un altro atto ufficiale di Rossi, mi piace e gli scrivo, chiedendogli se vuole una mano. Da lì è cominciata la nostra amicizia e così è nato PER IL BENE COMUNE. Il programma definitivo sarà pubblicato entro pochissimi giorni, ma l’ambiente sta in testa a tutto perché, ed è una regola della Natura, se distruggi l’ambiente in cui vivi sei destinato ad estinguerti. Dunque, è questo il problema numero uno.
Non si apparenta con nessuno e che speranze avete?
Impossibile apparentarsi. Noi non abbiamo colorazioni paleo-politiche (comunisti, fascisti, liberali storici, democristiani… Tutta roba da dinosauri, ormai sepolta dalla storia), non abbiamo interessi economici o di potere, non siamo quelli che distribuiscono pensioni indebite o posti di lavoro in cui il lavoro non c’è ma c’è uno stipendio, salvaguardiamo l’ambiente senza compromessi, pretendiamo di vedere come sono spesi i nostri soldi… Insomma, chi troviamo che voglia stare con noi? Noi siamo dei rompiscatole! E, difatti, si è cercato in ogni modo di impedirci di partecipare alle elezioni senza esitare, per questo, a ricorrere ad un rosario incredibile d’illegalità, calpestando anche senza ritegno la costituzione oltre a tacitare tutti i mezzi d’informazione. Alla fine, ce l’abbiamo fatta noi, ma mi aspetto altri colpi mancini. Le speranze? Beh, in un paese normale non ci sarebbe bisogno di noi perché ciò che sosteniamo è naturalmente condiviso da tutti i partiti o quasi. In Italia il voto si dà per abitudine, per motivi di tifo o perché arriva qualcosa in cambio, magari piccolissimo, ma la speranza che arrivi c’è. Qui, noi siamo scoperti, perché siamo persone per bene e non ce la facciamo a fare porcherie. La speranza nostra è, naturalmente, quella di avere il consenso delle persone come noi e di riuscire ad arrivare in Parlamento per il bene di tutti. Per inciso, per dimostrare di non avere interessi di poltrona, Nando Rossi si candida per il Senato dove lo sbarramento è dell’8%, una quota per noi realisticamente irraggiungibile.
Che ne dice dell’appello che vari intellettuali ambientalisti, penso ad Andrea Masullo , Federico Valerio ed altri fanno per la Sinistra Arcobaleno?
L’Italia è un paese strano, un paese non di sportivi ma di tifosi e, quel che è un po’ peggio, di tifosi del calcio. E al tifoso del calcio non interessa se la sua squadra vince perché compra l’arbitro. L’importante è che vinca. Machiavelli? A me dà una leggera nausea, ma se vogliamo nobilitare a tutti costi… Comunque, venendo agli Arcobaleno, Bertinotti non sa nulla di ambiente, se si eccettua quello dei salotti parigini, né gl’importa qualcosa, e quanto alla vocazione democratica del suo partito, basta dare un’occhiata a come si è comportato quando si è tentato d’imbavagliarci: loro erano tutti monolitici in prima fila con una faccia di bronzo da far paura. Ma i più pericolosi, sempre restando in argomento ambiente, sono i Verdi. Se a Roma Pecoraro pigola per proteggere l’ambiente, in periferia i suoi fanno di tutto. Basta guardare a Bolzano, a Ferrara, in Toscana, in Puglia e in tantissime altre zone: lì sono proprio i politici locali verdi a sostenere a gran voce i progetti più aggressivi per l’ambiente, inceneritori in testa. Da notare che i Verdi sono molto appetibili per i vari devastatori dell’ambiente a scopo di lucro, potendo usare la loro casacca come garanzia presso i cittadini ignari, che sono la stragrande maggioranza, che le loro porcherie sono innocue. Anzi, magari fanno pure bene. Quanto a Valerio e a Masullo, temo che il loro schieramento politico li faccia agire da tifosi e non da scienziati. Noi di PER IL BENE COMUNE non facciamo sconti né eccezioni: se incenerire fa male, fa male e basta. Se uno è incoerente, è incoerente e basta.
Qualche notizia sulle candidature del suo movimento?
Stiamo allestendo la formazione. Io sono candidato premier e capolista in diverse regioni e per gli altri si deciderà a brevissimo. Si tratta, comunque, di persone provenienti dalle più varie filosofie politiche ma unite dalla comune onestà e impegnate a portare a riva questa nave senza nocchiero in gran tempesta, come avrebbe detto Dante. Aggiungo che siamo tutti dispiaciutissimi che non sia possibile esprimere preferenze come pretende la Costituzione.
In questa difficolta dei senza partito ritiene vincente il suo messaggio
Noi costituiamo l’unica possibilità di alternativa a un sistema di partiti rumorosamente divisi sulle bazzecole e uniti come la Banda Bassotti sui grandi temi. Dove c’è da mangiare a sbafo a spese nostre, e mi riferisco, tra l’altro ma non solo, a TAV, nucleare, rete d’inceneritori e quant’altro, i colori si annullano: tutti per uno, uno per tutti come i moschettieri. Io non so se il messaggio sarà vincente, però esiste e chi non se la sente di continuare a lasciare che una casta politica cristallizzata e rapinosa continui ad imperversare, oggi una possibilità ce l’ha. Chi vota per i vecchi, se l’è voluta. Chi non vota, proclama: “Fate di me ciò che volete.” Se non dovessimo ottenere consensi, significherà che tutti coloro che mi scrivono, mi telefonano o vengono nel mio laboratorio per chiedermi di andare nella loro città perché è la più inquinata d’Italia, perché da nessuna parte ci sono cancri come lì, perché i bambini sembrano degli ectoplasmi, perché non si respira per il fetore, avevano scherzato e di me non c’è alcun bisogno. Da un certo punto di vista, questo mi metterebbe l’anima in pace e potrei permettermi di lavorare come fanno tutti, senza preoccuparmi dei problemi altrui.
Come vi muoverete nei prossimi giorni?
Cercheremo di renderci visibili, di rendere noto che esistiamo. Radio, TV e giornali ci tengono accuratamente imbavagliati e questo ci mette in una certa difficoltà, perché andare alle elezioni assomiglia tristemente a vendere un prodotto qualunque e se non dici in TV che il tuo detersivo lava più bianco, nessuno se ne accorge. Al di là delle riunioni che faremo, contiamo sul tam tam della rete. Funzionerà? Se gl’Italiani non saranno pigri, sì. Altrimenti, sarà tutto come prima e sentiremo all’infinito le solite, stantie, irritanti lamentele da bar di chi dà le chiavi di casa ai ladri e poi piagnucola se trova la casa svaligiata.
da http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article2065
Fra i tanti uguali...c'è qualcuno di diverso.
27 feb 2008
Quindi nessuno che non sia in totale malafede può pensare che, in questi giorni, iniziando lo sciopero della fame ed incatenandomi dentro al Senato, io abbia pensato di anteporre l’ingiustizia inflitta a me, rispetto ai milioni di ingiustizie che gli italiani continuano a patire.
Ma il rispetto dei principi costituzionali e delle prerogative parlamentari sono cose irrinunciabili se non vogliamo ulteriormente sprofondare in una terra di nessuno, dove l’arbitrio dei potenti sia inappellabile.
Dietro il Decreto che toglie l’obbligo della raccolta delle firme per presentare le liste elettorali, deciso dal Governo e approvato con “aggiustamento” dalla Camera, c’è la meschina e arrogante volontà di dimostrare che le oligarchie dei partiti di centro sinistra hanno ancora il potere di punire chi esce dal coro.
Per farlo si sono “inventati” una libera interpretazione della Costituzione, in base alla quale la funzione e la rappresentanza parlamentare comincia da “almeno due” parlamentari.
Ai colleghi senatori che hanno solidarizzato con me è stato detto: -“purtroppo ci siamo accorti tardi dell’errore e adesso, se dovessimo cambiare il testo attuale, non c’è più tempo per riconvocare la Camera; il Decreto cadrebbe e allora tutti dovremmo correre a raccogliere le firme. Per la Lista di Rossi, basterà che un collega sottoscriva una dichiarazione di adesione “tecnica”, non preoccupatevi, saremo noi stessi a cercargliela.”-
Su questa linea si sono attestati anche il Governo ed il relatore di maggioranza, ma gli “amici” del centro-sinistra che hanno “abboccato” l’hanno fatto solo perché avevano voglia di abboccare, è infatti stranoto che la Camera è convocabile in ogni momento, a domicilio, per la conversione dei Decreti.
Ora, come non fosse successo nulla, gli stessi compagnucci vengono addirittura a darmi la mano ed a dire che ho ragione ma a questo punto non si poteva far più niente, oppure che, purtroppo “loro” con la destra non potevano votare ….(tranne un centinaio di casi ?); ed ora tutti andranno allegramente in campagna elettorale a parlare di modernità, di rispetto della Costituzione, di diritti, qualcuno parlerà anche di “non violenza” o di qualcos’altro previsto dai copioni del teatrino della politica….; spero almeno che un minimo di dignità gli secchi un po’ la gola.
Una volta che l’aula ha respinto la proposta di modifica, nessuno di noi ha più sentito né visto Governo o PD.
Una ragione in più per non fidarsi della sola parola, rischiando di vederci sottoporre eccezioni e sorprese interpretative al momento della presentazione delle liste; stiamo quindi aspettando di avere dal Governo una interpretazione ufficiale che confermi la versione data ieri, in aula, dal suo rappresentante.
La bella notizia è che la sen. Franca Rame ha sottoscritto il sostegno tecnico alla lista PER IL BENE COMUNE, facendo un grande onore a noi e aggiungendo un’ altra bella pagina alle tante che ha già scritto a difesa dei diritti e contro le ingiustizie.
La bella notizia numero 2, è che è arrivata anche l’adesione tecnica dell’Europarlamentare Giulietto Chiesa.
Ora dobbiamo completare le liste di candidati in tutte le circoscrizioni e collegi elettorali, facendo sapere al maggior numero di italiani che nella scheda elettorale ci sarà la lista PER IL BENE COMUNE che ha unito le liste civiche, i movimenti a difesa della salute e dell’ambiente, e le tante persone che non ne possono più dei danni che gli attuali partiti arrecano al paese.
Il decreto contra personam per la raccolta delle firme in campagna elettorale arriva al senato e…se ne vedono delle belle
26 feb 2008
Ad un decreto “proteggi casta” voluto dal governo di centro sinistra, chi risponde? L’on. D’Onofrio (UDC), che con un emendamento cerca di riequilibrare il dispositivo (o tutti o nessuno). Discussione tutto sommato breve e poi… voto elettronico.
E qui ci sono le prime sorprese per chi sa vendere bene le proprie parole senza alcuna coerenza nel metterle in pratica. Mi spiego. Al voto a sostegno delle istanze di Rossi da parte di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega, UDC, DCA, si sono aggiunti gli appoggi di Claudio Grassi (PRC), di Turigliatto e Fisichella (Gruppo Misto). Ma fin qui tutto sommato c’è poco da stupirsi. Più difficile da capire è chi si definisce “democratico”, ma propone un decreto che colpisce un solo parlamentare su tutti (colpevole di non stare nel coro) e quando c’è un’occasione come quella di oggi per sanare la diseguaglianza… ovviamente sostiene la bontà del proprio misfatto.
E poi arriva la truppa di quelli che si chiamano compagni o “verdi”. Ed ecco il voto contro Rossi attribuito da Pecoraro Scanio, da Ripamonti, dalla De Petris, da Silvestri, dalla Donati, che evidentemente non vedono di buon occhio la presenza di una lista che tratta seriamente i problemi ambientali. Ecco la vendetta degli “ex” con il voto contrario della Palermi, della Pellegatta, di Tibaldi (PdCI) e il sangue amaro di Rifondazione (fra cui la Menapace, la Giuliani, Russo Spena). Ma ecco anche la battaglia preventiva dell’Italia dei Valori, che per evitare di avere in campagna elettorale chi sulla TAV, sul ponte sullo stretto, sui finanziamenti del terremoto del Molise, ecc…avrebbe da ridire: Formisano, Giambrone, Caforio votano contro il diritto all’uguaglianza e contro la democrazia, ma anche Franca Rame non si sottrae e – pur dimissionaria – contribuisce ad eliminare la possibilità della lista “Per il bene comune” di essere trattata come le altre. Ripenso inevitabilmente al fatto che l’emendamento che ci avrebbe consentito di presentarci senza l’onere delle firme è stato respinto per un solo voto (125-125 più un’astensione del PD Claudio Micheloni).
Mi prende un po’ di sconforto, ma poi ci ripenso. Eh sì: “Per il bene comune” ci vuole proprio!